giovedì 9 aprile 2020

a Gigi # 159 - da Daniel


Il suo diminutivo è Gigi.
Luigi Dal Cin ci ha detto che anche i bambini possono avere dei problemi, anche se sono solo bambini, ed è per questo che scrive solo libri per bambini e ragazzi e non per adulti (per prenderli un po’ in giro, gli adulti).
Luigi Dal Cin in italiano a scuola faceva gli errori.
Una volta, come testo ha scritto: "Il pescatore pesca i pesci".
Poi, allungando la mente, ha scritto: "Il pescatore pesca i pesci e poi li mangia".

martedì 7 aprile 2020

Nel bosco della Baba Jaga - fiabe dalla Russia

Luigi Dal Cin
Fiabe dalla Russia



illustrazioni di Anna Castagnoli, Fabio Facchinetti, Artem Kostyukevich, Pep Montserrat, Clotilde Perrin, David Pintor, Sacha Poliakova, Valerio Vidali, Józef Wilkon.
Franco Cosimo Panini Edizioni, Modena, 2012, in collaborazione con Fondazione Štěpán Zavřel. 

Premio Andersen 2013 miglior libro 6/9 anni

Nel bosco della Baba Jaga: le fiabe dalla Russia

di Luigi Dal Cin

Sapete chi è che ci porta queste fiabe bagnate di lacrime, infuocate dal sole ardente, sferzate dal vento e dalla neve? È Ëksëkju, l’uccello con tre teste, il celeste uccello dagli occhi simili a stelle lontane e dal verso simile al rimbombo del tuono. Quello splendido uccello ha intrecciato il suo nido nel cielo infinito. Ëksëkju non teme né la tempesta, né i ghiacci, né la tormenta. Ma di tre grandi mali ha paura: la perdita della memoria, la mancanza di gratitudine, e l’indifferenza, tre tristi disgrazie di cui spesso soffrono gli uomini. E proprio quando per gli uomini i giorni si fanno duri e difficili, quando sugli animi si posa la nera polvere dell’indifferenza, quando nessuno vuol più vivere e lavorare, quando le danze e i canti vengono abbandonati e dimenticati, è proprio allora che Ëksëkju scende dal cielo, e porta una magica medicina contro i tre mali che uccidono l’anima. Ëksëkju arriva volando, si posa sulla roccia arrossata dal tramonto e racconta le antiche fiabe. E così l’antica parola risuona. Così gli animi di coloro che sono pronti ad ascoltare e a ricordare tornano a vivere. Ascoltate allora la fiaba.

Gli sciamani jakuti della Russia siberiana narrano da millenni questa leggenda che fissa nel mito l’origine della fiaba,
potente medicina celeste donata per combattere i tre grandi mali dell’umanità: la perdita della memoria storica, l’ingratitudine e l’indifferenza. Mali dell’anima da temere ancor più della tempesta, dei ghiacci, della tormenta: mali che impediscono all’uomo di essere felice. E proprio quando la luce del sole sembra fuggire, la fiaba risuona e restituisce la forza di vivere: il popolo jakuto ha compreso la potenza della narrazione fiabesca molto prima dei moderni studi che ormai ne riconoscono universalmente la necessità per la crescita delle coscienze, l’identità comunitaria, l’affinamento della sensibilità estetica e morale.
Da queste intense narrazioni degli sciamani di Siberia, ai preziosi volumi che raccolgono i racconti orali del folclore, la Russia, storico crocevia di genti, brilla per ricchezza di fiabe, così come splendono le cupole delle sue chiese. Nella Grande Madre Russia dalla grande storia, dai grandi territori estesi fino ai confini del mondo, dai grandi palazzi e dalle grandi città, dai grandi asceti e dai grandi condottieri, sono nate da sempre grandi narrazioni. Grandi narrazioni per grandi e per piccoli.
È però solo dalla seconda metà del diciottesimo secolo che comincia a svilupparsi in Russia un vero interesse per il patrimonio fiabesco nazionale. Per tutto il periodo medievale era la Chiesa a possedere il privilegio d’accesso ad una letteratura scritta, la narrazione popolare veniva invece tramandata oralmente. Anche perché utilizzare la scrittura per narrazioni profane contrastava con il sentimento religioso russo. Ad esempio, nel 1649, lo zar Aleksej Michajlovič Romanov decretava un ukaz, un decreto, nel quale veniva vietato di raccontare fiabe. E questo nonostante gli stessi zar ospitassero a corte dei narratori di professione. Si racconta, ad esempio, che Ivan il Terribile tenesse a corte tre vecchi ciechi che ogni sera gli raccontavano ciascuno una fiaba per conciliargli il sonno.
Gli sconvolgimenti sociali della Russia del secolo successivo portano ad eliminare gradualmente i confini tra l’ecclesiastico e il secolare, tra lingua scritta e orale: iniziano i primi tentativi di racconti secolari scritti, e poiché la sola forte tradizione narrativa era quella orale, ecco che la letteratura russa del diciassettesimo secolo vive una notevole influenza del folclore.
Con il Romanticismo, l’attenzione per la fiaba matura definitivamente e si inizia a coglierne il valore artistico – uno dei primi autori ad interessarsene fu Puškin – ma fino all’arrivo di Afanas’ev manca una vera e propria raccolta sistematica di autentiche fiabe russe.
Nato nel 1826 e morto nel 1871, Aleksandr Nikolaevič Afanas’ev è stato uno dei più grandi raccoglitori di fiabe di tutti i tempi. Fin dalla gioventù percepisce il fascino della narrazione popolare russa finché, divenuto capace di sistematizzare questo suo interesse, compie un lavoro sterminato di raccolta, selezione e ricerca scientifica sul materiale del folclore. Tra il 1855 e il 1863 pubblica gli otto volumi delle Fiabe popolari russe che raccolgono un numero complessivo di oltre seicento fiabe corredate da note e varianti. Di tutto il materiale raccolto solo una minuscola parte – non più di una decina di testi – è frutto di una registrazione diretta dello stesso Afanas’ev, il resto è ricavato dall’ampia collezione degli archivi della Società Geografica Russa, da fiabe registrate da Vladimir Ivanovič Dal’, famoso per il suo vocabolario in quattro volumi e per la sua raccolta di proverbi popolari, da appunti di amici, da antichi libri...
‘È la prima edizione scientifica di autentiche fiabe popolari russe – scriverà un altro grande russo che dedicherà la sua vita alla fiaba: Vladimir Propp – che, per ricchezza, supera le edizioni analoghe dell’Europa Occidentale. Per la prima volta fu ampiamente riconosciuto l’alto valore artistico della fiaba popolare russa. Per le qualità scientifiche l’edizione di Afanas’ev supera di gran lunga quella dei fratelli Grimm. Afanas’ev, a differenza dei fratelli Grimm, non si concesse alcun rimaneggiamento, miglioramento, né alcuna rielaborazione letteraria. Inoltre egli inserì nella sua edizione le varianti, cosa che non fecero i fratelli Grimm’.
Riguardo alle tematiche, Afanas’ev definisce l’esistenza di tre fondamentale gruppi di fiabe russe, riconosciuti poi anche da Propp: le fiabe di animali, le fiabe di magia, le fiabe novellistiche.
A differenza della loro alta diffusione nel folclore occidentale, le fiabe di animali rappresentano una parte minima dell’intero corpus fiabistico russo, forse perché collegate ad una narrazione rivolta esclusivamente ad un pubblico infantile, al contrario delle altre fiabe diffuse anche tra gli adulti. Si tratta in generale di brevi narrazioni i cui protagonisti sono quasi sempre animali selvatici, e dove gli animali domestici appaiono raramente e in ruoli secondari. Questa particolarità suggerisce l’ipotesi che le fiabe russe di animali siano di origine molto antica, e siano state create in quello stadio di sviluppo della cultura umana in cui gli animali dei boschi rappresentavano forme primitive di sostentamento e avevano un ruolo fondamentale nella concezione del mondo e nell’attività artistica. Le trame molto semplici – anche questo avvalora la loro antica origine – si basano in genere sull’inganno di un animale furbo (ad esempio la volpe) ai danni di un altro più sciocco (ad esempio il lupo).
Le fiabe di magia rappresentano invece il patrimonio più nutrito e più affascinante del corpus fiabistico russo. Si tratta di racconti popolari di meraviglie, dove l’elemento fantastico e soprannaturale non è vissuto come straordinario, ma viene presentato come normale e abituale. Nella fiaba di magia la dimensione naturale e terrena s’intreccia continuamente con la dimensione soprannaturale e magica. È proprio su questa categoria di fiabe russe che Vladimir Jakovlevič Propp (1895 – 1970) decide di concentrare i propri studi. Nella sua fondamentale opera Morfologia della fiaba, Propp individua in un esteso corpus di racconti eterogenei alcune componenti fondamentali che si ripetono in modo uniforme e che identificano, per l’appunto, il gruppo delle fiabe di magia. Queste componenti sono definite da Propp ‘funzioni’ ovvero ‘quegli atti dei personaggi ben determinati dal punto di vista dell’importanza per il decorso dell’azione’. ‘È importante – scrive Propp – che cosa fanno i personaggi e non chi e come fa’. Da questa prospettiva le funzioni, in ogni fiaba di magia, sono straordinariamente poche – al massimo ne sono state trovate, da Propp, trentuno – e il loro avvicendamento è sempre lo stesso: dalle prime (I. Uno dei membri della famiglia si allontana dalla casa; II. All’eroe viene fatta una proibizione; III. La proibizione viene violata; IV. Il cattivo tenta di eseguire una investigazione...) alle ultime (XXVIII. Il falso eroe o il cattivo è smascherato; XXIX. L’eroe assume un nuovo aspetto; XXX. Il cattivo è punito; XXXI. L’eroe si sposa e viene proclamato re).
La grande omogeneità strutturale delle fiabe di magia e la ripetitività delle loro componenti fondamentali fanno supporre a Propp che molti elementi fiabeschi abbiano un’antichissima comune origine rituale, risalente alle cerimonie di iniziazione, probabilmente il fondamento più antico della fiaba, o al viaggio del defunto verso l’aldilà. Questo profondo substrato rituale identificato da Propp nelle fiabe russe di magia non è, d’altronde, una prerogativa tipica solo del folclore russo, ma è proprio del patrimonio fiabesco di ogni popolo: non ci si stupisca quindi di trovare una Cenerentola russa (Zoluška), una Bella e la Bestia (Zakoldovannyj carevič: il principe stregato) e molti altri temi comuni alle fiabe occidentali.
E sono proprio le fiabe di magia ad essere abitate dai personaggi più affascinanti e più famosi del folclore russo: potenti zar che abitano in maestosi palazzi, coraggiosi principi alla conquista di regni lontani con il cuore già conquistato da principesse talmente belle ‘da non potersi dire’, saggi vecchietti cui viene donato un figlio in tarda età, spiriti dispettosi, furbi contadini, fratellini orfani in balia del mondo, pope depositari del prezioso sapere dei libri, soldati stanchi di guerra, diavoli spaventosi e distruttivi, la volubile Baba Jaga nella sua casa nel bosco, e poi lupi generosi, orsi terribili e giocherelloni, corvi servizievoli, uccelli dalla bellezza mitica, il gran Dragone, Koščej l’Immortale… una maestosa varietà di figure che cantano lo stesso inno rassicurante alla vittoria del più debole. Perché sono proprio i più piccoli che, grazie alle proprie risorse interiori e all’aiuto riconoscente di un aiutante magico, superano prove ritenute impossibili e conquistano il cuore della loro innamorata, percorrendo passo passo proprio quei sentieri narrativi che Propp definisce con precisione nei propri studi.
Figure che, prima della vittoria finale sul male, devono percorrere strade che ben presto si rivelano lame a doppio taglio. La casa, l’isba, è sempre il luogo del rifugio sicuro all’inizio dell’avventura, ma nel bosco, sorretta da zampe di gallina che girano su sé stesse, può divenire la misteriosa abitazione della Baba Jaga; il bosco buio è sempre preludio sicuro alla luce e luogo in cui cogliere i segreti sussurri delle betulle, ma può anche nascondere insidie mostruose e, di nuovo, l’oscura casa della Baba Jaga. La stessa Baba Jaga è una figura fortemente ambivalente: a volte generosa e dispensatrice di doni, a volte terrificante minaccia di morte, rappresenta probabilmente la Madre Primordiale, esaltazione archetipica – direbbe Pinkola Estés – della forza selvaggia che sta nel profondo di ogni donna.
L’ultimo grande corpus del folclore russo è quello delle fiabe novellistiche. Non si tratta più di fiabe in cui l’elemento soprannaturale viene vissuto come abituale, bensì di racconti in cui il protagonista – come dice Propp – ‘sta sui gradini più bassi della scala sociale. Viene raffigurato senza alcuna idealizzazione. Nel suo aspetto non c’è nulla di bello, di marcatamente eroico; è una persona ordinaria. Contemporaneamente, però, incarna il coraggio, la decisione, l’ingegnosità, l’indistruttibile forza di spirito e la volontà di lotta e, a volte, ha un’astuzia straordinaria. Per questo vince sempre’.
Ancora più recente è poi la raccolta della tradizione orale dei popoli nel nord della Russia.
Anche in Siberia troviamo le tipiche fiabe di magia, ma qui l’elemento forse più caratterizzante è la potente figura dello sciamano. Lo sciamano è il detentore della tecnica dell’estasi, condizione che riesce a raggiungere con il canto, la danza, e il suono ipnotico del tamburo, accompagnato nell’impresa dal proprio spirito aiutante, in genere zoomorfo, che si manifesta con l’imitazione in fase estatica dei versi e delle movenze tipiche di quell’animale. A ben vedere la seduta sciamanica percorre le stesse fasi della narrazione fiabesca: l’eroe, in seguito ad una chiamata, parte dal suo mondo – ovvero esce da sé – ed entra in una dimensione atemporale – l’aldilà, o l’inconscio – supera quindi una serie di prove grazie alle proprie risorse più profonde e all’assistenza di un aiutante magico e, infine, ritorna, rafforzato spiritualmente. Lo sciamano e l’eroe della fiaba compiono in fondo lo stesso viaggio, che è poi quello della vita di ciascuno di noi. Lo sciamano delle fiabe della Siberia può diventare così l’eccezionale emblema di chi sperimenta sulla propria pelle la potenza salvifica di ogni narrazione.
E su tutto, nelle fiabe russe, la bellezza: nelle descrizioni dei palazzi, dei giardini, della natura, degli eroi, delle varie Vassilissa, Alënuška, Elena la Bella... la bellezza non è certo un valore solo delle fiabe russe, ma la storia della Russia è legata in modo misterioso alla bellezza. Basti ricordare che, nel famoso Racconto dei tempi passati redatta da monaci medievali, il principe Vladimir di Kiev, dovendo scegliere tra quattro fedi religiose, scelse la greco ortodossa perché i riti erano belli, i canti erano belli, e pareva di essere in paradiso; o basti ricordare come proprio la Russia sia la patria dell’icona la cui bellezza è tale che qualche opera verrà poi definita dalla tradizione popolare ‘acheropita’ ovvero ‘non realizzata da mano umana’. E così, con la loro capacità salvifica di sconfiggere i mali dell’umanità, di rassicurare sulla vittoria finale dei piccoli, di far crescere le coscienze, di affinare al gusto del bello, le fiabe che ancora oggi la Grande Madre Russia ci racconta ripetono instancabili la loro supplica, la loro speranza. Quella che, nell’Idiota, nutriva lo stesso Dostoevskij.
E cioè che ‘la bellezza salverà il mondo’.

(da Luigi Dal Cin, Catalogo de Le immagini della fantasia, Mostra Internazionale di Illustrazione per l'Infanzia, 30^ edizione, Sarmede)

lunedì 6 aprile 2020

RAI3 - TGR Buongiorno Regione: un mio video-racconto dedicato ai bambini, in questi tempi di difficoltà


Stamattina, alle 7:40 RAI3 - Buongiorno Regione TGR Emilia Romagna ha trasmesso un mio racconto in video dedicato ai bambini, in questi tempi di difficoltà.



Potete vedere l'intera puntata QUI, la mia narrazione è al minuto 16:22.


venerdì 3 aprile 2020

EsopoRap - versi animali: un video per FerraraFamiglie.it


'Luigi Dal Cin e il suo EsopoRap, con ritmo e ironia toglie la polvere dalle favole antiche': sul sito di FerraraFamiglie.it è stato pubblicato un articolo sul mio libro EsopoRap - versi animali e un video in cui lo racconto.



mercoledì 1 aprile 2020

a Gigi # 158 - da Ivan


Luigi ha risposto ad alcune domande e ad alcune no.
Io ho provato tanta allegria con lui in aula.
Ci ha detto che osservare è importante per uno scrittore.
Gigi ci ha detto che uno scrittore deve osservare molto, è cosi che si inventano le storie.
Gigi ci ha detto: "Bisogna gustare con gli occhi così impari di più".
Ci ha insegnato a fantasticare con le cose.

martedì 31 marzo 2020

a Gigi # 157 - da Elena


Ieri, 10 febbraio, con la mia classe 5^B siamo usciti in corridoio per rincontrare Luigi Dal Cin.
Lui è la persona adulta più comica che abbia mai conosciuto e per questo vorrei ringraziarlo.
Luigi Dal Cin ha parlato che era andato in una classe di prima elementare e che nel primo banco c’era un bambino che lo guardava con occhi aperti e bocca spalancata (secondo a me a quel bambino qualche mosca gli era entrata) e questo mi ha fatto divertire un mondo.
Lui ha parlato di molti argomenti, tipo che in italiano aveva cinque e dopo sei, sette, otto, nove, dieci e dieci lode.
Poiché da giovane lavorava come ingegnere poi si è autolicenziato e si è dedicato alla vita dello scrittore.
Di questi argomenti mi ha colpito di più “la cosa della prima elementare” (che mi sono fatto qualche risata) e poi quella dell’italiano.
Mi sono piaciute queste cose perché intanto facevano ridere e perché in italiano la maestra ha creduto in lui.
Secondo me sarebbe un incontro da rifare e lo ringrazio.

domenica 29 marzo 2020

Che storie, ragazzi: pubblicato il video-documentario dello spettacolo teatrale sul canale youtube del Teatro Comunale Abbado di Ferrara


Per essere vicino ai propri affezionati spettatori durante questo forzato periodo di chiusura, il Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara ha pubblicato sul proprio canale youtube il video-documentario dello spettacolo teatrale 'Che storie, ragazzi!'.



venerdì 27 marzo 2020

a Gigi # 156 - da Giulio


Lunedì 10 febbraio le classi quinte sono andate in atrio per l’incontro con l’autore Luigi Dal Cin.
All’inizio pensavo che fosse un uomo serio e vestito in giacca e cravatta, ma mi sbagliavo, era tutto il contrario.
Appena è entrato lo abbiamo acclamato e lui si è messo in posa come se fosse stato in un set fotografico, e noi abbiamo riso come pazzi.
Luigi Dal Cin ci ha raccontato che un giorno è entrato in una PRIMA elementare e nel PRIMO banco c’era un bambino che lo ha guardato stupito. In quel banco si trovava la mia amica Andjela che era di quinta elementare, non di PRIMA elementare.
Dopo ci voleva rivelare un segreto e le nostre maestre ci dicevano che eravamo pronti per saperlo. Per non dircelo ha ricominciato il discorso di prima e tutti noi ci siamo messi a ridere e gli abbiamo detto che ci doveva dire il segreto, e il segreto è… che quando era piccolo nella pagella aveva preso cinque in italiano e la sua mamma si era arrabbiata e gli aveva chiesto quale libro voleva leggere. E lui rispose: “Un libro di pirati”. Allora sono andati in biblioteca e hanno chiesto se avevano un libro sui pirati. E il bibliotecario rispose che ne aveva uno molto lungo e uno più corto. E Luigi ha scelto il più corto.
Poi ci ha fatto capire che leggere i libri è molto importante per lo sviluppo della mente e della libertà.
Successivamente gli abbiamo fatto molte domande. Alla fine ci siamo salutati nel modo che ci ha insegnato lui stesso: “CIAO BELLI”.
Mi è piaciuto molto questo incontro, lo vorrei rifare.

giovedì 26 marzo 2020

a Gigi # 155 - da Younesse


Lunedì 10 febbraio la mia classe, insieme alle altre quinte, ha partecipato a un incontro con lo scrittore Luigi Dal Cin.
Quando è arrivato l’autore, io pensavo che indossasse un completo elegante, invece mi ha sorpreso perché era vestito con un jeans e un maglione.
Quando ci siamo sistemati sulle sedie Luigi Dal Cin ci ha parlato di un incontro avuto con un bambino di prima elementare che lo fissava in modo strano perché era imbarazzato nel chiedergli come mai era ancora vivo. L’autore gli ha risposto che non tutti gli scrittori erano morti, ma che ce n’erano di vivi.
Un’altra cosa dell’incontro che mi ha colpito è stata quando ha imbrogliato una nostra compagna: le ha chiesto di alzare la mano verso la lampada. Nello stesso tempo, Luigi Dal Cin ha chiesto a tutti gli alunni: “Chi vuole uscire volontario?”. Siccome Alessandra aveva già la mano alzata è venuta fuori a fargli da aiutante. Poi l’autore ci ha spiegato che avremmo partecipato ad un esperimento scientifico: avrebbe dato in testa (in modo leggero!) un suo libro ad Alessandra per vedere se era fatto di cartone. Il libro era fatto di cartone!
Per me Luigi Dal Cin è un idolo perché è simpatico, divertente e fantastico.
Alla fine dello spettacolo io con la mia classe e con l’autore ci siamo fatti una foto.

mercoledì 25 marzo 2020

a Gigi # 154 - da Muhammac


Lunedì 10 febbraio noi alunni delle classi quinte abbiamo avuto un’altra possibilità di incontrare lo scrittore Luigi Dal Cin. Io pensavo che fosse un uomo serio e timido, e pensavo venisse vestito in modo elegante con la cravatta, invece indossava dei jeans e una maglia a maniche lunghe. All’inizio l'abbiamo acclamato come se fosse in un set fotografico. Poi ci ha riferito un segreto che mi ha molto colpito e cioè che alle elementari aveva cinque in pagella in italiano, ma pian piano – leggendo i libri – gli è venuta l’idea e l’ispirazione di scrivere dei racconti. Al primo testo la maestra gli ha dato sette, al secondo otto, al terzo nove, al quarto dieci e al quinto dieci e lode. Dopo aver preso dieci e lode in pagella gli è venuta l’idea che il suo lavoro sarebbe stato quello dello scrittore. Luigi Dal Cin ha vinto anche il premio “Andersen” che significa essere il migliore scrittore di libri per bambini e ragazzi. La cosa che mi è piaciuta di lui è il suo carattere divertente e simpatico.
Alla fine tutti l’abbiamo abbracciato e lui ha scambiato la sua penna con la mia.

martedì 24 marzo 2020

La terrificante tigre e lo spaventoso kiwi: su La Giostra di marzo


Il numero di marzo 2020 de La Giostra pubblica per la rubrica 'La grande storia' il mio nuovo racconto 'La terrificante tigre e lo spaventoso kiwi'.

lunedì 23 marzo 2020

a Gigi # 153 - da Bryan


Lunedì 10 febbraio io e la mia classe e le altre due quinte del nostro plesso abbiamo incontrato l’autore Luigi Dal Cin che abbiamo conosciuto l’anno scorso.
Ci siamo trovati dopo la ricreazione, nel nostro atrio. Luigi Dal Cin, oltre a essere un ottimo scrittore, è anche un ottimo comico.
Ci ha raccontato che una volta un bambino di prima elementare, seduto al primo banco, gli ha chiesto: "Sei un vero scrittore?". Lui gli ha risposto: "Sì". Allora il bambino ha continuato: "Ma gli scrittori non sono tutti già morti?". Luigi Dal Cin ha chiarito: "No, tanti sono morti, ma tanti sono vivi".
Dopo averci raccontato del bambino di prima elementare ha chiamato una mia compagna di nome Alessandra per darci prova che il suo libro fosse cartonato… scherzando le ha fatto esprimere le sue ultime parole prima di "morire". Io sapevo che non succedeva niente, per questo ero calmo.
Dopo averci spiegato molte cose ci ha concesso di fargli un’intervista. Tutti abbiamo fatto svariate domande alle quali ha risposto cordialmente e sinceramente.
Ci siamo divertiti tantissimo e speriamo di incontrarlo ancora.

venerdì 20 marzo 2020

a Gigi # 152 - da Catalina


Lunedì 10 febbraio io, la mia classe e le altre quinte siamo usciti nell’atrio della scuola in cui ci sono le nostre classi e abbiamo svolto un incontro con l’autore Luigi Dal Cin.
L’anno precedente l’avevamo già incontrato, ma con il suo entusiasmo e la sua capacità di coinvolgere le persone ci ha fatto divertire ancora di più.
L’autore era vestito con un maglione di lana, con dei jeans con due catenelle di metallo e delle scarpe da ginnastica nere, infine portava un paio di occhiali rotondi, con il contorno di acciaio. Aveva un carattere allegro e scherzoso.
Luigi Dal Cin ha parlato della sua vita personale, come ha trovato l’ispirazione e la creatività per scrivere storie e racconti per bambini e ragazzi.
Ha detto che ognuno di noi deve trovare la chiave della propria porta dell’ispirazione, immaginazione e creatività.
Vissuta l’esperienza di stare con uno scrittore, la cosa che mi ha colpito di più è che chi ama veramente fare qualcosa lo fa con il cuore.
Secondo il mio parere questa esperienza si dovrebbe ripetere. Infine Luigi Dal Cin ha fatto un autografo ad ognuno di noi e questa firma la terrò come suo ricordo, ma anche come ricordo dell’ultimo anno vissuto con la mia classe e le maestre.

giovedì 19 marzo 2020

a Gigi # 151 - da Alessandra


Lunedì 10 febbraio 2020 lo scrittore Luigi Dal Cin è venuto nel nostro atrio per farci divertire con le sue battute, le sue storielle divertenti, però ci ha insegnato anche molte cose riguardo la scrittura di un testo. Luigi Dal Cin ha un carattere giocoso, scherzoso, molto divertente, un carattere che piace a noi ragazzi. Si è vestito con un maglione grigio, dei jeans con addirittura una catenella agganciata. Luigi Dal Cin ci ha raccontato che quando era piccolo nei testi di italiano prendeva sempre cinque ma, dopo aver letto un bel libro sui pirati, gli è venuta l’ispirazione e dopo un po’ ha preso sei, poi sette, fino ad arrivare a un DIECI E LODE. Non mi sarei mai aspettato che dopo un po’ mi chiamasse fuori: mi ha fatto “accomodare” nella “poltrona” che in realtà erano tre banchi e mi ha fatto applaudire da tutti. In quel momento mi sono sentita una diva e la ragazza più fortunata del mondo. Mi ha chiamata per fare un esperimento che consisteva in capire se un libro era cartonato o no. L’esperimento è riuscito bene!
Luigi Dal Cin in questa giornata mi ha fatto divertire da matti.

mercoledì 18 marzo 2020

a Gigi # 150 - da Gio


Lunedì 10 febbraio nell’atrio della scuola io e le classi quinte abbiamo incontrato il simpaticissimo Luigi Dal Cin… questa volta si è presentato in jeans e maglietta di lana.
Abbiamo molto parlato di come si scrive e della sua infanzia, però non in modo semplice, ma in modo divertente e coinvolgente.
Mi ha colpito la sua allegria e il suo animo spensierato che ci ha fatto ridere per quasi due ore.
Con lui le ore passano in fretta come un treno impazzito.
In questo incontro la felicità ha superato tutti i limiti immaginabili.
Infine io e Luigi Dal Cin ci siamo fatti fare una foto mentre ci abbracciavamo, è stato magnifico!



martedì 17 marzo 2020

a Gigi # 149 - da Filippo


A incontrare tutte le quinte della mia scuola è arrivato nel nostro atrio, fuori dalle nostre aule, un ospite speciale: Luigi Dal Cin, uno scrittore molto splendente che ha vinto un gran premio: l’Andersen.
Per me gli scrittori sono noiosi, seri e riprovevoli, invece lui è molto coinvolgente e divertente e fa sempre ridere su un argomento molto serio, cioè la scrittura.
Mi è piaciuto tanto quando lui spiegava che era entrato in una prima elementare e ha nominato la “P” in modo molto incisivo.
Durante l’incontro mi sono ricordato che avevo già visto Luigi l’anno scorso. È molto strano perché ricordarsi di questo avvenimento un anno dopo è veramente insolito per me.
Lui sa mettere un sorriso in una faccia triste, sa divertire un annoiato, lui sa andare fuori dagli schemi ed è per la simpatia che dovrebbe prendere il premio Nobel.
Sto scrivendo delle poche informazioni positive su di lui, perché è una macchina di bontà e simpatia.



lunedì 16 marzo 2020

a Gigi # 148 - da Olga


Approfitto di questo tempo per inviarti qualche disegno dei nostri bimbi di prima elementare e per riportarti con calma le loro impressioni emerse dopo il tuo incontro-spettacolo: dicono che gli è piaciuto tutto, ma dovendo scegliere, per lo più, hanno indicato come preferiti questi momenti:
- quando hai lanciato topo e pipistrello (qualcuno li avrebbe addirittura preferiti veri… dicono a parole) per raccontare lo stereotipo dello scrittore chiuso nella sua soffitta,
- quando hai finto di leccarti lo scarafaggio sulla mano per parlare della descrizione,
- quando hai fatto il gesto della DAB,
- quando sei diventato un pirata per raccontare il tuo approccio con i libri,
- quando raccontavi le storie,
- quando facevi la parte del bambino timido che vuole fare una domanda,
- quando fingevi che la maestra avesse ciucciato la penna.
Alla richiesta successiva di dire cosa avevano imparato, hanno risposto (ti riporto le testuali parole e l’ordine reale di esposizione):
“I libri sono importanti, perché ti fanno sviluppare la mente”.
“Più leggi e più trovi un lavoro più bello, perché se leggo di più so fare più cose”.
“Bisogna fare il lavoro che si vuole e non lasciarsi influenzare”.
“Dopo aver scritto un testo, bisogna sempre leggere, correggere e rileggere”.

Personalmente confermo che il tuo intervento è sempre decisivo per attivare in loro la voglia di leggere: pensa che quando ho suggerito loro di andare in biblioteca, ho scoperto che una bambina era spontaneamente già andata in biblioteca con la mamma a prendere un tuo libro da leggere… d avresti dovuto vedere con che entusiasmo lo raccontava! So che poi altri l’hanno imitata, prendendo testi tuoi e anche di altri autori.








venerdì 21 febbraio 2020

EsopoRap - versi animali consigliato dalla libreria Testaperaria


Le più celebri favole antiche sugli animali approdano nel nuovo millennio, attraverso l'interpretazione ironica, brillante e ritmata di Luigi Dal Cin.

mercoledì 19 febbraio 2020

Incontro-spettacolo per gli alunni della scuola primaria 'Imbriani-Salvemini' di Andria (BT)


Mercoledì 19 febbraio 2020, dalle ore 11.00 alle ore 12.15, presso il teatro della scuola primaria 'Imbriani-Salvemini' di Andria (BT), terrò un incontro-spettacolo sulle motivazioni alla lettura rivolto ai 130 alunni delle classi IV e V.

martedì 18 febbraio 2020

LA NOTTE DELLA GUERRA – LA SCRITTURA CHE SALVA: tre spettacoli ad Andria (BT)


Mercoledì 19 febbraio (ore 9:00-10:15) e giovedì 20 febbraio 2020 (ore 9.00-10.15 e ore 11.00-12.15), presso il teatro della scuola secondaria di I grado 'P. N. Vaccina' di Andria terrò tre repliche dell'incontro-spettacolo 'La notte della guerra - la scrittura che salva'.

LA NOTTE DELLA GUERRA – LA SCRITTURA CHE SALVA
Incontri-spettacolo con l’autore Luigi Dal Cin



Un bambino riceve in regalo un quaderno dal papà, tornato vivo dal fronte, che lo invita a scrivere la guerra vissuta durante il suo periodo di assenza: “Tira fuori la guerra, scrivila su questo quaderno. Così non ti resta dentro”. Tratto dal libro ‘Scrivila, la guerra’ (Kite Edizioni), l’incontro-spettacolo dell'autore Luigi Dal Cin presenterà la Grande Guerra, e ogni guerra, dal punto di vista dei più giovani e dei più umili. Per riflettere insieme sugli eventi più drammatici del secolo scorso e dei nostri tempi, sulle inevitabili sofferenze che ogni guerra porta agli ultimi, sul potere salvifico della narrazione.

Raccontare la guerra
“Credo che ai bambini e ai ragazzi si possa, anzi si debba, raccontare la verità – dice Luigi Dal Cin, autore di oltre 100 libri per ragazzi tradotti in 10 lingue – con la delicata esigente responsabilità, però, di assumere sempre il loro punto di vista, in modo che la verità sia per loro innanzitutto comprensibile e poi, soprattutto, utile. Anche per potersi rappresentare le conseguenze sulla popolazione delle guerre di oggi, di cui bambini e ragazzi tanto sentono parlare. Non ho voluto quindi centrare il racconto sugli eventi bellici al fronte, vissuti da adulti soldati, ma raccontare le inevitabili quotidiane sofferenze che ogni guerra porta agli ultimi, tra cui i più giovani: nel nostro caso il dramma dell’anno della fame vissuto dalla popolazione dei territori occupati dalle truppe austro-ungariche dopo Caporetto. È un argomento che mi è familiare: i miei nonni hanno vissuto la Grande Guerra e, nella mia infanzia, me l’hanno raccontata in diversi modi. Per poter però prendere il giusto e veritiero punto di vista di un ragazzo che vive una situazione così drammatica ho raccolto testimonianze scritte, memorie, lettere, diari cui poter fare riferimento: sono preziose testimonianze che hanno ispirato il punto di vista di questo libro”.

Ed ecco allora come germina il punto di vista di ‘La notte della guerra - la scrittura che salva’: un bambino riceve in regalo un quaderno dal papà tornato vivo dal fronte che lo invita a scrivere la guerra vissuta durante il suo periodo di assenza.
“Tira fuori la guerra, scrivila su questo quaderno. Così non ti resta dentro”. Mio papà ha detto che anche lui quando era in guerra scriveva tutto su un quaderno. Ogni giorno la guerra gli entrava dagli occhi, dalle orecchie, dal naso, dalla bocca, dalla pelle. Per tirarla fuori allora doveva scriverla. Ha detto che altrimenti sarebbe diventato come il povero Bepi che è tornato anche lui dalla guerra ma ora sta sempre seduto fuori al bar e ha gli occhi fissi, spalancati come una finestra. La sua bocca sembra un sorriso, ma la sua testa è piena di guerra che gli è rimasta chiusa dentro. Non parla più.
“Scrivi, figliolo! Scrivi quel che ti ha fatto più impressione quando i soldati hanno occupato casa nostra, nell’anno della fame” mi ha comandato. Allora ho scritto tutto su questo quaderno. Mio papà mi ha detto che scrivere sul quaderno lo ha salvato perché lo ha fatto tornare a casa vivo.

“La narrazione diventa così – continua Dal Cin – un susseguirsi di intense scene dove quel bambino racconta in prima persona piccoli emblematici episodi che si snodano tra l’invasione di soldati stranieri affamati e l’annuncio della fine della guerra. Per ottenere l’effetto della scrittura tipica di un ragazzo ho lavorato molto sul linguaggio, sul ritmo, sui toni della narrazione, sulla mancanza di giudizio di chi vive semplicemente le difficoltà del momento presente, non conoscendo nulla di quanto viene deciso in alto dai signori della guerra”.


lunedì 17 febbraio 2020

EsopoRap- versi animali: una recensione su Testefiorite


Su Testefiorite un'appassionata recensione di EsopoRap - versi animali a cura di Roberta Favia.

[...] Per Luigi Dal Cin, la cui penna spesso e volentieri, e per fortuna nostra, ha incontrato e rielaborato testi della tradizione fiabesca, mettere mano alle fiabe è un altro modo per lavorare con materiali letterari imprescindibili facendoli a misura, che non vuol dire sminuire o abbassare, di lettore bambino. Certo la fiaba ha una funzione e la favola tutt’altra, verissimo!
La favola ha la sua caratteristica nella morale esplicita, certamente, ma Luigi Dal Cin riesce a ricondurre questo genere anche al gioco più tipico dell’infanzia il “facciamo che”: “facciamo che io sono il lupo e tu il capretto”, “facciamo che io sono il leone e tu il topo”.
I giochi non hanno morale, e di sicuro non la esplicitano, ma hanno senso ancestrale, come le favole e rappresentano sempre una metafora di vita, come la favola.
Ecco dove forse Dal Cin, con la cura che lo contraddistingue, ha trovato il trait d’union tra favola e infanzia, tra un lontanissimo ieri e un vicinissimo oggi.
La scelta del verso, della rima, sempre studiata e mai banale, è una scelta che permette un accostamento vivace ed adatto anche ai più piccoli a queste storie che invece di diventare vecchi ammonimenti diventano quasi giochi di lingua, giochi di ritmo e di suono e di storia di cui non è detto si debba sciogliere la metafora. Funzionano anche così! [... continua la lettura QUI!]


giovedì 13 febbraio 2020

'Gli strumenti dello scrittore' Corso di Tecniche di Invenzione e di Scrittura ad Andria (BT): 19-20-21 febbraio 2020


Gli strumenti dello scrittore
Corso di Tecniche di Invenzione e di Scrittura
di
Luigi Dal Cin

Scrivere un efficace testo per ragazzi o insegnare a scrivere in modo efficace ai propri alunni richiede conoscenze tecniche specifiche. Ad esempio: come produrre un testo narrativo che sia affascinante? Da dove iniziare? Come si inventa una storia? Cos’è l’ispirazione? Come si vince la paura del foglio bianco? Come costruire una trama avvincente? Come va scelto il narratore? Come si caratterizzano i personaggi? Come dev’essere una descrizione per non annoiare? Come costruire un buon dialogo? In questo corso saranno analizzati i processi e gli elementi fondamentali che sorreggono la scrittura di tutti i testi narrativi e, in particolare, di quelli rivolti a giovani lettori, per condurre i partecipanti ad una maggiore consapevolezza sulle modalità e sulle scelte che si possono adottare e proporre. Con un’ottica operativa che consenta di applicare quanto appreso anche in un’attività didattica.


Obiettivi
  • fornire una competenza sugli elementi fondamentali che guidano la scrittura di testi narrativi rivolti, in particolare, a giovani lettori. Tra questi: l’invenzione come metodo, la costruzione della trama, la scelta del narratore, l’uso della descrizione, la caratterizzazione dei personaggi, la costruzione dei dialoghi, etc.
  • fornire le competenze per identificare le caratteristiche del lettore bambino;
  • fornire le competenze critiche necessarie ad un’analisi consapevole del testo narrativo, per poterne così identificare le carenze e proporre le migliorie necessarie;
  • fornire strumenti tecnici e spunti operativi per applicare quanto appreso nella propria attività didattica;
  • fornire strumenti per invogliare e motivare i ragazzi alla scrittura e alla lettura;
  • sperimentare l’analisi critica di un testo narrativo in fase di editing.

Destinatari
Chiunque sia interessato alla scrittura e alla letteratura per ragazzi, sia per professione (Insegnanti della Scuola dell’Infanzia, della Scuola Primaria, della Scuola Secondaria di I e II grado, Bibliotecari, Animatori alla lettura, Scrittori, Illustratori...) sia per diletto personale.

Azioni e fasi operative
19-20-21 febbraio 2020 dalle ore 15.30 alle ore 19.30
presso l'aula magna della Scuola Primaria 'R. Imbriani', via Comuni di Puglia 100, Andria (BT).

Contenuti
- La letteratura per ragazzi: caratteristiche ed elementi particolari, precisazioni.
- Lo scrittore per ragazzi i suoi possibili punti di vista.
- Il lettore.
- Un lettore particolare: il lettore bambino.
- La scrittura: espressione e comunicazione.
- I diversi tipi di testo: narrativo, descrittivo, espositivo, regolativo, argomentativo.
- L’invenzione narrativa: l’ispirazione.
- L’invenzione narrativa: il metodo.
- Le fasi dell’invenzione narrativa: ispirazione, proliferazione, selezione, conservazione, reincrocio.
- La trama e il suo movimento.
- La trama: l’informazione e l’incertezza.
- La trama: la ripetizione e la variazione.
- La trama: la prevedibilità e l’imprevedibilità.
- La ‘misdirection’.
- Le regole del ‘colpo di scena’.
- Tecniche dell’invenzione fantastica.
- La ‘sospensione temporanea dell’incredulità’.
- La comunicazione narrativa.
- L’autore implicito.
- Il lettore implicito.
- L'autore implicito per bambini e ragazzi.
- Il lettore implicito per bambini e ragazzi.
- La 'penna bambina'.
- Il 'dizionario adulto-bambino'.
- Il linguaggio bambino come lingua madre.
- Lo scrittore per ragazzi e i suoi possibili punti di vista.
- La scelta del narratore.
- Narrare in prima persona.
- Narrare in terza persona.
- Il narratore onniscente.
- La descrizione è da saltare? Efficacia nella descrizione.
- La descrizione a sé stante e la descrizione narrativa.
- La descrizione efficace: tutto attraverso i sensi.
- La descrizione efficace: 'Show, don't tell'
- I personaggi.
- Le caratterizzazioni dei personaggi.
- Modelli descrittivi nella letteratura dal 1800 ai giorni nostri.
- Le tipologie discorsive.
- Le forme libere.
- I dialoghi.
- Le voci dei personaggi.
- I movimenti nel dialogo.
- Fiaba e favola.
- L’editing.
- L’editing di un testo narrativo.
- Il testo nel libro illustrato per bambini.
- L’editoria per ragazzi in Italia.
- I concorsi letterari.

L’attenzione alla didattica
Durante il corso sono previsti espliciti consigli per l’applicazione diretta delle tecniche di scrittura creativa nelle attività didattiche con i ragazzi.

Informazioni e iscrizioni
Centro di Orientamento "Don Bosco"
5° Vicolo D. De Anellis, 16 - 76123, Andria (BT)
P. IVA : 06805560726 C.F.:90018940727
Tel: 0883599993 - E-mail: info@orientamentodonbosco.it

è possibile utilizzare la Carta Docenti codice ID. SOFIA 56514