venerdì 15 febbraio 2019

Incontri-spettacolo al Teatro P. Giacometti di Novi Ligure (AL) per la VI edizione del festival Girolibrando


Lunedì 18 febbraio 2019 sarò al Teatro P. Giacometti di Novi Ligure (AL) per la VI edizione del festival di letteratura per ragazzi Girolibrando - Leggiamo Viaggiando per tenere due repliche del mio incontro-spettacolo Piccoli voti di scuola, piccoli trucchi del difendersi per 495 alunni così suddivisi:

- ore 9.00-10.30: 203 alunni delle classi 3^, 4^, 5^ della Scuola Primaria di Vignole Borbera (AL); classi 1^, 2^, 3^ della Scuola Primaria di Pasturana (AL); pluriclasse della Scuola Primaria di Fresonara (AL); classi 3^, 4^, 5^ della Scuola Primaria di Basaluzzo (AL); classi 2^, 5^ della Scuola Primaria di Bosio (AL).

- ore 10.45-12.15: 292 alunni delle classi 1^A, 1^B, 2^A, 2^B, 3^A, 3^B della Scuola Primaria G. Pascoli di Novi Ligure (AL); classi 1^A, 1^B della Scuola Primaria G. Rodari di Novi Ligure (AL); 2^A, 2^B, 2^C, 3^A, 3^B, 3^C della Scuola Primaria M. L. Zucca di Novi Ligure (AL); classe 5^ della Scuola Primaria P. Damilano di Ovada (AL).


giovedì 14 febbraio 2019

Incontro su disabilità e inclusione a Codognè (TV)


Continuano per l'anno scolastico 2018/2019 i miei incontri nelle scuole su disabilità e inclusione scolastica promossi dall'Associazione Uniti per Crescere Onlus.
Giovedì 21 febbraio 2019, dalle ore 14.30 alle ore 15.30 incontrerò gli alunni delle classi IA e IB della scuola primaria di Codognè (TV) in via Calle 1 prendendo spunto dai libri Afferra la cima! e Il deserto fiorito.

mercoledì 13 febbraio 2019

Due incontri-spettacolo all'Istituto Comprensivo di Carbonera (TV)


Venerdì 22 febbraio 2019 terrò due incontri-spettacolo per la classi V delle scuole primarie dell'Istituto Comprensivo di Carbonera (TV) nell'ambito del Progetto d'Istituto Io leggo, tu leggi... tutti leggiamo.
Questo il programma:
- ore 8.45-10.00 presso l'Aula Magna della scuola primaria di Mignagola (TV): classi VA e VB
- ore 10.30-11.45 presso l'Aula Magna della scuola primaria di Carbonera (TV): classi VA e VB della scuola primaria di Carbonera, classe V della scuola primaria di Vascon (TV).

lunedì 11 febbraio 2019

Giornata Mondiale dedicata all'Epilessia - Afferra la cima! L'epilessia raccontata ai ragazzi: il mio nuovo libro

Luigi Dal Cin
Afferra la cima!
L'epilessia raccontata ai ragazzi
illustrazioni di Chiara Carrer
Edizioni Lapis, Roma, 2019 - collana Uniti per Crescere


Nella mente di Sofia ci sono 100 porte.
Dietro ciascuna di quelle porte c'è una delle caratteristiche della sua personalità.
Tra tutte e 100, c'è però una porta che si apre solo con il vento, all'improvviso, senza che Sofia la possa governare.
Oltre quella porta c'è l'oceano in tempesta e lì Sofia si ritrova a bordo di una barca, tutta sola.
Il vento e le onde dell'oceano sospingono la barca verso il molo di un'isola.
Sofia lancia la sua cima perché qualcuno la afferri e la assicuri all'ormeggio.
A quel punto arriva puntuale un fulmine e la scossa elettrica invade il suo corpo. Allora non c'è più né luce né ombra, né odori né suoni.
C'è solo un buio nero che la trascina giù per migliaia di chilometri e la sua mente è inghiottita.
Sofia non si accorge più dei movimenti del suo corpo.
Eppure chi la vedesse tremare su quella piccola barca colpita dal fulmine si potrebbe spaventare, e il suo viaggio lo chiamerebbe crisi epilettica.
Poi, la porta che il vento ha aperto, il vento stesso la richiude.
Sofia è ritornata in classe, ma nessuno dei suoi compagni ha afferrato la cima.
La sua paura è che – in mezzo a tutti quegli sguardi spaventati, preoccupati, tristi, in mezzo a tutte quelle domande – in realtà si sia creata una distanza che rimarrà per sempre.
Un libro che con passione, rispetto e poesia racconta l'epilessia dal punto di vista di chi la vive: per smontare i pregiudizi e, nel contempo, fornire ai ragazzi la giusta informazione.

Incontro-spettacolo sull'invenzione narrativa al Piccolo Teatro Borselli per la scuola dell'infanzia Giordani di Cento (FE)


Martedì 12 febbraio 2019, dalle ore 9.40 alle ore 10.30, presso il Piccolo Teatro Borselli terrò un incontro-spettacolo sull'invenzione narrativa per i bambini di 4 e 5 anni della scuola dell'infanzia Giordani di Cento (FE).

venerdì 8 febbraio 2019

Ancora posti disponibili al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara per lo spettacolo Scrivila, la guerra


Ancora posti disponibili per le classi 3^, 4^, 5^ della Scuola Primaria e per le classi I^, II^, III^ della Scuola Secondaria di I° Grado nelle due date del mio spettacolo Scrivila, la guerra nel cartellone della stagione Teatro Ragazzi 2018/2019 del Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara:

3 aprile 2019 - ore 10.00 - Teatro Comunale
4 aprile 2019 - ore 10.00 - Teatro Comunale

di e con Luigi Dal Cin


Un padre tornato dalla Grande Guerra regala un quaderno al figlio invitandolo a raccontare la sua guerra ovvero quella di un bambino rimasto a casa con la nonna a combattere la fame e gli stenti nei territori occupati dalle truppe austro-ungariche. “Tira fuori la guerra, scrivila su questo quaderno. Così non ti resta dentro” E così quel bambino racconta in prima persona piccoli emblematici episodi che si snodano tra l’invasione di soldati stranieri affamati e l’annuncio della fine della guerra. Un testo fedele agli avvenimenti storici, perché fondato su documenti d’archivio, che racconta per aneddoti l’occupazione vista dagli occhi di un bambino. Luigi Dal Cin ci propone un incontro-spettacolo dove presenterà la Grande Guerra dal punto di vista dei più giovani e dei più umili. Per riflettere insieme su uno degli eventi più drammatici del secolo scorso, sulle inevitabili sofferenze che ogni guerra porta agli ultimi, sul potere salvifico della narrazione.

Scuola PRIMARIA classi 3^, 4^ e 5^ Scuola SECONDARIA I° classi I^, II^, III^

DURATA: 60 min. ca.
LINGUAGGIO PREVALENTE: teatro d’attore
PREZZO INGRESSO: € 6,00


Un bambino riceve in regalo un quaderno dal papà, tornato vivo dal fronte, che lo invita a scrivere la guerra vissuta durante il suo periodo di assenza: “Tira fuori la guerra, scrivila su questo quaderno. Così non ti resta dentro”. Tratto dal libro ‘Scrivila, la guerra’ (Kite Edizioni), lo spettacolo dell'autore Luigi Dal Cin presenterà la Grande Guerra dal punto di vista dei più giovani e dei più umili. Per riflettere insieme su uno degli eventi più drammatici del secolo scorso, sulle inevitabili sofferenze che ogni guerra porta agli ultimi, sul potere salvifico della narrazione.
“Credo che ai bambini e ai ragazzi si possa, anzi si debba, raccontare la verità con la delicata esigente responsabilità, però, di assumere sempre il loro punto di vista, in modo che la verità sia per loro innanzitutto comprensibile e poi, soprattutto, utile. Anche per potersi rappresentare le conseguenze sulla popolazione delle guerre di oggi, di cui bambini e ragazzi tanto sentono parlare. Non ho voluto quindi centrare il racconto sugli eventi bellici al fronte, vissuti da adulti soldati, ma raccontare le inevitabili quotidiane sofferenze che ogni guerra porta agli ultimi, tra cui i più giovani: nel nostro caso il dramma dell’anno della fame vissuto dalla popolazione dei territori occupati dalle truppe austro-ungariche dopo Caporetto. È un argomento che mi è familiare: i miei nonni, veneti, hanno vissuto la Grande Guerra e, nella mia infanzia, me l’hanno raccontata in diversi modi. Per poter però prendere il giusto e veritiero punto di vista di un ragazzo che vive una situazione così drammatica ho raccolto testimonianze scritte, memorie, lettere, diari cui poter fare riferimento: sono preziose testimonianze che hanno ispirato il punto di vista di questo libro”.
Ed ecco allora come germina il punto di vista di ‘Scrivila, la guerra’: un bambino riceve in regalo un quaderno dal papà tornato vivo dal fronte che lo invita a scrivere la guerra vissuta durante il suo periodo di assenza.

“Tira fuori la guerra, scrivila su questo quaderno. Così non ti resta dentro”. Mio papà ha detto che anche lui quando era in guerra sul Carso e sul Piave scriveva tutto su un quaderno. Ogni giorno la guerra gli entrava dagli occhi, dalle orecchie, dal naso, dalla bocca, dalla pelle. Per tirarla fuori allora doveva scriverla. Ha detto che altrimenti sarebbe diventato come il povero Bepi che è tornato anche lui dalla guerra ma ora sta sempre seduto fuori al bar e ha gli occhi fissi, spalancati come una finestra. La sua bocca sembra un sorriso, ma la sua testa è piena di guerra che gli è rimasta chiusa dentro. Non parla più.
“Scrivi, figliolo! Scrivi quel che ti ha fatto più impressione quando i soldati hanno occupato casa nostra, nell’anno della fame” mi ha comandato. Allora ho scritto tutto su questo quaderno. Mio papà mi ha detto che scrivere sul quaderno lo ha salvato perché lo ha fatto tornare a casa vivo.

“La narrazione diventa così un susseguirsi di intense scene dove quel bambino racconta in prima persona piccoli emblematici episodi che si snodano tra l’invasione di soldati stranieri affamati e l’annuncio della fine della guerra. Per ottenere l’effetto della scrittura tipica di un ragazzo ho lavorato molto sul linguaggio, sul ritmo, sui toni della narrazione, sulla mancanza di giudizio di chi vive semplicemente le difficoltà del momento presente, non conoscendo nulla di quanto viene deciso in alto dai signori della guerra. Accompagnano lo spettacolo le stupende immagini illustrate da Simona Mulazzani che, di volta in volta, interpretano i toni della narrazione con grande intensità emotiva”.

giovedì 7 febbraio 2019

Due incontri-spettacolo a Usmate Velate (MB) per le classi IV e V elementari


Lunedì 11 febbraio 2018, in collaborazione con la Biblioteca Civica Alda Merini di Usmate Velate terrò due incontri-spettacolo nella scuola primaria Casati dell'Istituto Comprensivo Lina Mandelli di Usmate Velate (MB) secondo questi orari:
- ore 10.30-12.00: classi IVA e IVB
- ore 13.45-15.30: classi VA e VB

mercoledì 6 febbraio 2019

a Gigi # 85 - da Angela

Alcuni commenti dei miei alunni su Pablo, il carretto e l'aquilone:

Il libro è un po' triste, ma dopo averlo letto mi sono sentita un peso in meno.

Le parole del libro sono come la pioggia sulla terra, ti entrano dentro.


Il libro sembra sfiorarti come il vento.


Angela

martedì 5 febbraio 2019

Scrivila, la guerra: due spettacoli a Lagosanto (FE)

Giovedì 7 febbraio 2019, presso la Sala Civica del Comune di Lagosanto (FE) terrò due incontri-spettacolo su Scrivila, la guerra secondo il seguente programma:
- dalle ore 9.00 alle ore 10.15 per classi V^A, V^B della scuola primaria di Lagosanto e per le classi I^H e I^I della scuola secondaria di primo grado di Lagosanto;
- dalle ore 10.45 alle ore 12.00 per classi II^H, II^I, III^H, III^I della scuola secondaria di primo grado di Lagosanto.
SCRIVILA, LA GUERRA


Un bambino riceve in regalo un quaderno dal papà, tornato vivo dal fronte, che lo invita a scrivere la guerra vissuta durante il suo periodo di assenza: “Tira fuori la guerra, scrivila su questo quaderno. Così non ti resta dentro”. Tratto dal libro ‘Scrivila, la guerra’ (Kite Edizioni), lo spettacolo dell'autore Luigi Dal Cin presenterà la Grande Guerra dal punto di vista dei più giovani e dei più umili. Per riflettere insieme su uno degli eventi più drammatici del secolo scorso, sulle inevitabili sofferenze che ogni guerra porta agli ultimi, sul potere salvifico della narrazione.
“Credo che ai bambini e ai ragazzi si possa, anzi si debba, raccontare la verità con la delicata esigente responsabilità, però, di assumere sempre il loro punto di vista, in modo che la verità sia per loro innanzitutto comprensibile e poi, soprattutto, utile. Anche per potersi rappresentare le conseguenze sulla popolazione delle guerre di oggi, di cui bambini e ragazzi tanto sentono parlare. Non ho voluto quindi centrare il racconto sugli eventi bellici al fronte, vissuti da adulti soldati, ma raccontare le inevitabili quotidiane sofferenze che ogni guerra porta agli ultimi, tra cui i più giovani: nel nostro caso il dramma dell’anno della fame vissuto dalla popolazione dei territori occupati dalle truppe austro-ungariche dopo Caporetto. È un argomento che mi è familiare: i miei nonni, veneti, hanno vissuto la Grande Guerra e, nella mia infanzia, me l’hanno raccontata in diversi modi. Per poter però prendere il giusto e veritiero punto di vista di un ragazzo che vive una situazione così drammatica ho raccolto testimonianze scritte, memorie, lettere, diari cui poter fare riferimento: sono preziose testimonianze che hanno ispirato il punto di vista di questo libro”.
Ed ecco allora come germina il punto di vista di ‘Scrivila, la guerra’: un bambino riceve in regalo un quaderno dal papà tornato vivo dal fronte che lo invita a scrivere la guerra vissuta durante il suo periodo di assenza.

“Tira fuori la guerra, scrivila su questo quaderno. Così non ti resta dentro”. Mio papà ha detto che anche lui quando era in guerra sul Carso e sul Piave scriveva tutto su un quaderno. Ogni giorno la guerra gli entrava dagli occhi, dalle orecchie, dal naso, dalla bocca, dalla pelle. Per tirarla fuori allora doveva scriverla. Ha detto che altrimenti sarebbe diventato come il povero Bepi che è tornato anche lui dalla guerra ma ora sta sempre seduto fuori al bar e ha gli occhi fissi, spalancati come una finestra. La sua bocca sembra un sorriso, ma la sua testa è piena di guerra che gli è rimasta chiusa dentro. Non parla più.
“Scrivi, figliolo! Scrivi quel che ti ha fatto più impressione quando i soldati hanno occupato casa nostra, nell’anno della fame” mi ha comandato. Allora ho scritto tutto su questo quaderno. Mio papà mi ha detto che scrivere sul quaderno lo ha salvato perché lo ha fatto tornare a casa vivo.

“La narrazione diventa così un susseguirsi di intense scene dove quel bambino racconta in prima persona piccoli emblematici episodi che si snodano tra l’invasione di soldati stranieri affamati e l’annuncio della fine della guerra. Per ottenere l’effetto della scrittura tipica di un ragazzo ho lavorato molto sul linguaggio, sul ritmo, sui toni della narrazione, sulla mancanza di giudizio di chi vive semplicemente le difficoltà del momento presente, non conoscendo nulla di quanto viene deciso in alto dai signori della guerra. Accompagnano lo spettacolo, e trovo ne amplifichino l’effetto, le stupende tavole di Simona Mulazzani che, di volta in volta, interpretano i toni della narrazione con grande intensità emotiva e originalità”.

lunedì 4 febbraio 2019

Un post generoso...

Un generoso post di Lapis Edizioni sulla recente intervista pubblicata da Filo Magazine: [...] emerge il ritratto di un autore che ha fatto dell'ascolto, della cura e del rispetto per l'infanzia la sua cifra espressiva [... continua a leggere QUI]


venerdì 1 febbraio 2019

Intervista su Filo Magazine

Immaginazione, passione, fantasia e un aiutante misterioso: gli ingredienti di Luigi Dal Cin

La ricetta dello scrittore ferrarese per comunicare con i bambini, entrando nel loro mondo


Piccoli Voti di Scuola, Piccoli Trucchi per Difendersi - Scrivila, la guerra: due incontri spettacolo a Lagosanto (FE)

Lunedì 4 febbraio 2019, presso la Sala Civica del Comune di Lagosanto (FE) terrò due incontri-spettacolo: Piccoli voti di scuola, piccoli trucchi per difendersi e Scrivila, la guerra.
Ecco il programma:
- dalle ore 9.00 alle ore 10.15 per classi IA, IB, IIA, IIB della scuola primaria di Lagosanto: Piccoli voti di scuola, piccoli trucchi per difendersi;
- dalle ore 10.45 alle ore 12.00 per classi IIIA, IIIB, IVA, IVB della scuola primaria di Lagosanto: Scrivila, la guerra.


Non sai come prepararti per la verifica? Sei una catastrofe in italiano ma vuoi diventare uno scrittore? Ti hanno rubato la bici mentre eri in classe? Arrivi sempre in ritardo a scuola e non sai più come giustificarti con la maestra? Lei ti piace, ma come capire se tu piaci a lei? Non ti va più giù la zuppa di cavolo che ogni venerdì trovi in mensa?
NIENTE PAURA!
Lo scrittore Luigi Dal Cin vi presenterà le sue personalissime soluzioni.
E i suoi vergognosi segreti scolastici.



SCRIVILA, LA GUERRA


Un bambino riceve in regalo un quaderno dal papà, tornato vivo dal fronte, che lo invita a scrivere la guerra vissuta durante il suo periodo di assenza: “Tira fuori la guerra, scrivila su questo quaderno. Così non ti resta dentro”. Tratto dal libro ‘Scrivila, la guerra’ (Kite Edizioni), lo spettacolo dell'autore Luigi Dal Cin presenterà la Grande Guerra dal punto di vista dei più giovani e dei più umili. Per riflettere insieme su uno degli eventi più drammatici del secolo scorso, sulle inevitabili sofferenze che ogni guerra porta agli ultimi, sul potere salvifico della narrazione.
“Credo che ai bambini e ai ragazzi si possa, anzi si debba, raccontare la verità con la delicata esigente responsabilità, però, di assumere sempre il loro punto di vista, in modo che la verità sia per loro innanzitutto comprensibile e poi, soprattutto, utile. Anche per potersi rappresentare le conseguenze sulla popolazione delle guerre di oggi, di cui bambini e ragazzi tanto sentono parlare. Non ho voluto quindi centrare il racconto sugli eventi bellici al fronte, vissuti da adulti soldati, ma raccontare le inevitabili quotidiane sofferenze che ogni guerra porta agli ultimi, tra cui i più giovani: nel nostro caso il dramma dell’anno della fame vissuto dalla popolazione dei territori occupati dalle truppe austro-ungariche dopo Caporetto. È un argomento che mi è familiare: i miei nonni, veneti, hanno vissuto la Grande Guerra e, nella mia infanzia, me l’hanno raccontata in diversi modi. Per poter però prendere il giusto e veritiero punto di vista di un ragazzo che vive una situazione così drammatica ho raccolto testimonianze scritte, memorie, lettere, diari cui poter fare riferimento: sono preziose testimonianze che hanno ispirato il punto di vista di questo libro”.
Ed ecco allora come germina il punto di vista di ‘Scrivila, la guerra’: un bambino riceve in regalo un quaderno dal papà tornato vivo dal fronte che lo invita a scrivere la guerra vissuta durante il suo periodo di assenza.

“Tira fuori la guerra, scrivila su questo quaderno. Così non ti resta dentro”. Mio papà ha detto che anche lui quando era in guerra sul Carso e sul Piave scriveva tutto su un quaderno. Ogni giorno la guerra gli entrava dagli occhi, dalle orecchie, dal naso, dalla bocca, dalla pelle. Per tirarla fuori allora doveva scriverla. Ha detto che altrimenti sarebbe diventato come il povero Bepi che è tornato anche lui dalla guerra ma ora sta sempre seduto fuori al bar e ha gli occhi fissi, spalancati come una finestra. La sua bocca sembra un sorriso, ma la sua testa è piena di guerra che gli è rimasta chiusa dentro. Non parla più.
“Scrivi, figliolo! Scrivi quel che ti ha fatto più impressione quando i soldati hanno occupato casa nostra, nell’anno della fame” mi ha comandato. Allora ho scritto tutto su questo quaderno. Mio papà mi ha detto che scrivere sul quaderno lo ha salvato perché lo ha fatto tornare a casa vivo.

“La narrazione diventa così un susseguirsi di intense scene dove quel bambino racconta in prima persona piccoli emblematici episodi che si snodano tra l’invasione di soldati stranieri affamati e l’annuncio della fine della guerra. Per ottenere l’effetto della scrittura tipica di un ragazzo ho lavorato molto sul linguaggio, sul ritmo, sui toni della narrazione, sulla mancanza di giudizio di chi vive semplicemente le difficoltà del momento presente, non conoscendo nulla di quanto viene deciso in alto dai signori della guerra. Accompagnano lo spettacolo, e trovo ne amplifichino l’effetto, le stupende tavole di Simona Mulazzani che, di volta in volta, interpretano i toni della narrazione con grande intensità emotiva e originalità”.

giovedì 31 gennaio 2019

Tre incontri-spettacolo con le classi elementari dell'Istituto Comprensivo G. Marconi di Cassola (VI)


Martedì 5 febbraio 2019 terrò tre incontri-spettacolo con le classi quinte dell'Istituto Comprensivo Marconi di San Giuseppe di Cassola (VI).
Questo il programma:
8:45-10:15, aula magna della scuola elementare di San Giuseppe di Cassola: classi VA e VB della scuola elementare di San Giuseppe di Cassola,
10:30-12:00, aula magna della scuola elementare di San Giuseppe di Cassola: classi IVA, VC e VD della scuola elementare di San Giuseppe di Cassola,
13:45-15:15, Sala Consiliare del Comune di Cassola (VI): classi VA e VB della scuola elementare di Cassola e classe V della scuola elementare di San Zeno (VI).

mercoledì 30 gennaio 2019

a Gigi # 84 - da Hervé

Caro scrittore Luigi Dal Cin,
mi è piaciuto tantissimo il tuo incontro perché all’inizio ci facevi ridere tutti.

Quando hai letto il libro ero interessato perché ci hai spiegato che la guerra è brutta e piena di morte.

Ti voglio dire che da grande non voglio fare la guerra.

Hervé

martedì 29 gennaio 2019

Sessione d'esame del corso annuale di tecniche di scrittura 2018/2019 all'Accademia di Belle Arti di Macerata


Mercoledì 13 febbraio 2019, a partire dalle ore 9:00, terrò la sessione d'esame del corso annuale di tecniche di scrittura anno accademico 2018/2019 che per il terzo anno conduco presso l'Accademia di Belle Arti di Macerata.
Per informazioni sul programma del corso, che ha una durata complessiva annuale di 75 ore, vedere QUI.

lunedì 28 gennaio 2019

Scrivila, la guerra: incontro-spettacolo al Convitto Nazionale Marco Foscarini di Venezia

Mercoledì 30 gennaio 2019 alle ore 10.00 terrò un incontro-spettacolo su Scrivila, la guerra presso l'Aula Magna del Convitto Nazionale Marco Foscarini di Venezia per i circa 120 alunni delle classi IA, IIA, IIB, IIIA, IIIB della scuola secondaria di primo grado.


Un bambino riceve in regalo un quaderno dal papà, tornato vivo dal fronte, che lo invita a scrivere la guerra vissuta durante il suo periodo di assenza: “Tira fuori la guerra, scrivila su questo quaderno. Così non ti resta dentro”. Tratto dal libro ‘Scrivila, la guerra’ (Kite Edizioni), lo spettacolo dell'autore Luigi Dal Cin presenterà la Grande Guerra dal punto di vista dei più giovani e dei più umili. Per riflettere insieme su uno degli eventi più drammatici del secolo scorso, sulle inevitabili sofferenze che ogni guerra porta agli ultimi, sul potere salvifico della narrazione.
“Credo che ai bambini e ai ragazzi si possa, anzi si debba, raccontare la verità con la delicata esigente responsabilità, però, di assumere sempre il loro punto di vista, in modo che la verità sia per loro innanzitutto comprensibile e poi, soprattutto, utile. Anche per potersi rappresentare le conseguenze sulla popolazione delle guerre di oggi, di cui bambini e ragazzi tanto sentono parlare. Non ho voluto quindi centrare il racconto sugli eventi bellici al fronte, vissuti da adulti soldati, ma raccontare le inevitabili quotidiane sofferenze che ogni guerra porta agli ultimi, tra cui i più giovani: nel nostro caso il dramma dell’anno della fame vissuto dalla popolazione dei territori occupati dalle truppe austro-ungariche dopo Caporetto. È un argomento che mi è familiare: i miei nonni, veneti, hanno vissuto la Grande Guerra e, nella mia infanzia, me l’hanno raccontata in diversi modi. Per poter però prendere il giusto e veritiero punto di vista di un ragazzo che vive una situazione così drammatica ho raccolto testimonianze scritte, memorie, lettere, diari cui poter fare riferimento: sono preziose testimonianze che hanno ispirato il punto di vista di questo libro”.
Ed ecco allora come germina il punto di vista di ‘Scrivila, la guerra’: un bambino riceve in regalo un quaderno dal papà tornato vivo dal fronte che lo invita a scrivere la guerra vissuta durante il suo periodo di assenza.

“Tira fuori la guerra, scrivila su questo quaderno. Così non ti resta dentro”. Mio papà ha detto che anche lui quando era in guerra sul Carso e sul Piave scriveva tutto su un quaderno. Ogni giorno la guerra gli entrava dagli occhi, dalle orecchie, dal naso, dalla bocca, dalla pelle. Per tirarla fuori allora doveva scriverla. Ha detto che altrimenti sarebbe diventato come il povero Bepi che è tornato anche lui dalla guerra ma ora sta sempre seduto fuori al bar e ha gli occhi fissi, spalancati come una finestra. La sua bocca sembra un sorriso, ma la sua testa è piena di guerra che gli è rimasta chiusa dentro. Non parla più.
“Scrivi, figliolo! Scrivi quel che ti ha fatto più impressione quando i soldati hanno occupato casa nostra, nell’anno della fame” mi ha comandato. Allora ho scritto tutto su questo quaderno. Mio papà mi ha detto che scrivere sul quaderno lo ha salvato perché lo ha fatto tornare a casa vivo.

“La narrazione diventa così un susseguirsi di intense scene dove quel bambino racconta in prima persona piccoli emblematici episodi che si snodano tra l’invasione di soldati stranieri affamati e l’annuncio della fine della guerra. Per ottenere l’effetto della scrittura tipica di un ragazzo ho lavorato molto sul linguaggio, sul ritmo, sui toni della narrazione, sulla mancanza di giudizio di chi vive semplicemente le difficoltà del momento presente, non conoscendo nulla di quanto viene deciso in alto dai signori della guerra. Accompagnano lo spettacolo, e trovo ne amplifichino l’effetto, le stupende tavole di Simona Mulazzani che, di volta in volta, interpretano i toni della narrazione con grande intensità emotiva e originalità”.

venerdì 25 gennaio 2019

Incontro-spettacolo su Le fiabe dal mondo alla scuola dell'infanzia di Lezzine (FE)


Lunedì 28 gennaio 2019, dalle ore 10.00 alle ore 10.45 terrò un incontro-spettacolo su Le fiabe dal mondo per i bambini delle tre sezioni (3-4-5 anni) della scuola dell'infanzia di Lezzine (FE), Istituto Comprensivo T. Bonati di Bondeno.

giovedì 24 gennaio 2019

Boldini, la moda, lo specchio e i selfie: incontro-spettacolo per la Mostra Boldini e la Moda a Palazzo dei Diamanti, Ferrara. Conferenza Stampa.

Venerdì 25 gennaio 2019 alle ore 12.00 nella Sala degli Arazzi della residenza municipale si terrà la conferenza stampa per presentare le proposte didattiche legate alla Mostra Boldini e la Moda a cura di Ferrara Arte che sarà inaugurata a Palazzo dei Diamanti, Ferrara, il 15 febbraio 2019.
Tra le proposte didattiche presenterò un mio incontro-spettacolo che terrò al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara giovedì 7 marzo 2019 alle ore 9:15 dal titolo

Boldini, la moda, lo specchio e i selfie

Per presentare alle scuole l'affascinante figura di Giovanni Boldini, la sua geniale arte del ritratto, il suo rapporto con la moda e con la Parigi del tempo. Ma anche per raccontare, sorridendo, il nostro quotidiano rapporto con l'apparenza e la sostanza, il sentimento e la finzione, la realtà e lo specchio, il fascino fugace e la bellezza profonda di cui ciascun essere umano è portatore.



mercoledì 23 gennaio 2019

Scrivila, la guerra: incontri-spettacolo a Saonara (PD) e a Villatora (PD)

Giovedì 24 gennaio 2019, terrò due incontri-spettacolo su Scrivila, la guerra, Kite edizioni, organizzati da Barabao Teatro alla Biblioteca Comunale di Saonara (PD) e presso la Scuola Primaria di Villatora (PD) per classi IV e V elementari secondo i seguenti orari:
- ore 9:00-10:15, Biblioteca di Saonara (PD)
- ore 11:00-12:15, Scuola Primaria di Villatora (PD)


Un bambino riceve in regalo un quaderno dal papà, tornato vivo dal fronte, che lo invita a scrivere la guerra vissuta durante il suo periodo di assenza: “Tira fuori la guerra, scrivila su questo quaderno. Così non ti resta dentro”. Tratto dal libro ‘Scrivila, la guerra’ (Kite Edizioni), lo spettacolo dell'autore Luigi Dal Cin presenterà la Grande Guerra dal punto di vista dei più giovani e dei più umili. Per riflettere insieme su uno degli eventi più drammatici del secolo scorso, sulle inevitabili sofferenze che ogni guerra porta agli ultimi, sul potere salvifico della narrazione.
“Credo che ai bambini e ai ragazzi si possa, anzi si debba, raccontare la verità con la delicata esigente responsabilità, però, di assumere sempre il loro punto di vista, in modo che la verità sia per loro innanzitutto comprensibile e poi, soprattutto, utile. Anche per potersi rappresentare le conseguenze sulla popolazione delle guerre di oggi, di cui bambini e ragazzi tanto sentono parlare. Non ho voluto quindi centrare il racconto sugli eventi bellici al fronte, vissuti da adulti soldati, ma raccontare le inevitabili quotidiane sofferenze che ogni guerra porta agli ultimi, tra cui i più giovani: nel nostro caso il dramma dell’anno della fame vissuto dalla popolazione dei territori occupati dalle truppe austro-ungariche dopo Caporetto. È un argomento che mi è familiare: i miei nonni, veneti, hanno vissuto la Grande Guerra e, nella mia infanzia, me l’hanno raccontata in diversi modi. Per poter però prendere il giusto e veritiero punto di vista di un ragazzo che vive una situazione così drammatica ho raccolto testimonianze scritte, memorie, lettere, diari cui poter fare riferimento: sono preziose testimonianze che hanno ispirato il punto di vista di questo libro”.
Ed ecco allora come germina il punto di vista di ‘Scrivila, la guerra’: un bambino riceve in regalo un quaderno dal papà tornato vivo dal fronte che lo invita a scrivere la guerra vissuta durante il suo periodo di assenza.

“Tira fuori la guerra, scrivila su questo quaderno. Così non ti resta dentro”. Mio papà ha detto che anche lui quando era in guerra sul Carso e sul Piave scriveva tutto su un quaderno. Ogni giorno la guerra gli entrava dagli occhi, dalle orecchie, dal naso, dalla bocca, dalla pelle. Per tirarla fuori allora doveva scriverla. Ha detto che altrimenti sarebbe diventato come il povero Bepi che è tornato anche lui dalla guerra ma ora sta sempre seduto fuori al bar e ha gli occhi fissi, spalancati come una finestra. La sua bocca sembra un sorriso, ma la sua testa è piena di guerra che gli è rimasta chiusa dentro. Non parla più.
“Scrivi, figliolo! Scrivi quel che ti ha fatto più impressione quando i soldati hanno occupato casa nostra, nell’anno della fame” mi ha comandato. Allora ho scritto tutto su questo quaderno. Mio papà mi ha detto che scrivere sul quaderno lo ha salvato perché lo ha fatto tornare a casa vivo.

“La narrazione diventa così un susseguirsi di intense scene dove quel bambino racconta in prima persona piccoli emblematici episodi che si snodano tra l’invasione di soldati stranieri affamati e l’annuncio della fine della guerra. Per ottenere l’effetto della scrittura tipica di un ragazzo ho lavorato molto sul linguaggio, sul ritmo, sui toni della narrazione, sulla mancanza di giudizio di chi vive semplicemente le difficoltà del momento presente, non conoscendo nulla di quanto viene deciso in alto dai signori della guerra. Accompagnano lo spettacolo, e trovo ne amplifichino l’effetto, le stupende tavole di Simona Mulazzani che, di volta in volta, interpretano i toni della narrazione con grande intensità emotiva e originalità”.

martedì 22 gennaio 2019

a Gigi # 83 - da Ludovica, 11 anni

Gentilissimo autore Luigi Dal Cin,
Lei riesce ad aprire ai suoi lettori porte che prima di allora non conoscevi e La ringrazio perché scrive per migliorare il nostro piccolo, grande, meraviglioso mondo.

La considero una preziosa guida, un Maestro che ispira fiducia e dolcezza.

Sono felicissima.

Ludovica

sabato 19 gennaio 2019

Piccoli voti di scuola, piccoli trucchi per difendersi: incontro-spettacolo al Teatro Don Tosi, S. Maria Maddalena (RO)


Venerdì 25 gennaio 2019 alle ore 20:45 presso il Teatro Don Tosi di Santa Maria Maddalena (RO) nell'ambito della Notte Bianca ZeroSei - in occasione del Meeting Nazionale degli Operatori ZeroSei organizzato dalla Cooperativa Il Raggio Verde - terrò l'incontro-spettacolo Piccoli voti di scuola, piccoli trucchi per difendersi.
L'ingresso è gratuito.

venerdì 18 gennaio 2019

Ancora nuovi incontri nelle scuole su disabilità e inclusione scolastica promossi dall'Associazione Uniti per Crescere per l'A.S. 2018/2019



Continuano per l'anno scolastico 2018/2019 i miei incontri nelle scuole su disabilità e inclusione scolastica promossi dall'Associazione Uniti per Crescere Onlus che quest'anno prenderanno spunto dal libro Afferra la cima!

Ecco il programma per lunedì 21 gennaio 2019:


> 8.30-9.30: classe I della scuola primaria Diego Valeri, via Monte Santo 24, Padova


> 10.10-11.10: classi IA e IC della scuola secondaria di primo grado Mameli, via Agnus Dei 19, Padova


> 11.30-12.30: classi IB e IIB della scuola secondaria di primo grado Mameli, via Agnus Dei 19, Padova


giovedì 17 gennaio 2019

Afferra la cima! da oggi in tutte le librerie

Il mio nuovo libro Afferra la cima! illustrato da Chiara Carrer, Edizioni Lapis, da oggi è in tutte le librerie.


Nella mente di Sofia ci sono 100 porte.
Dietro ciascuna di quelle porte c'è una delle caratteristiche della sua personalità.
Tra tutte e 100, c'è però una porta che si apre solo con il vento, all'improvviso, senza che Sofia la possa governare.
Oltre quella porta c'è l'oceano in tempesta e lì Sofia si ritrova a bordo di una barca, tutta sola.
Il vento e le onde dell'oceano sospingono la barca verso il molo di un'isola.
Sofia lancia la sua cima perché qualcuno la afferri e la assicuri all'ormeggio.
A quel punto arriva puntuale un fulmine e la scossa elettrica invade il suo corpo. Allora non c'è più né luce né ombra, né odori né suoni.
C'è solo un buio nero che la trascina giù per migliaia di chilometri e la sua mente è inghiottita.
Sofia non si accorge più dei movimenti del suo corpo.
Eppure chi la vedesse tremare su quella piccola barca colpita dal fulmine si potrebbe spaventare, e il suo viaggio lo chiamerebbe crisi epilettica.
Poi, la porta che il vento ha aperto, il vento stesso la richiude.
Sofia è ritornata in classe, ma nessuno dei suoi compagni ha afferrato la cima.
La sua paura è che – in mezzo a tutti quegli sguardi spaventati, preoccupati, tristi, in mezzo a tutte quelle domande – in realtà si sia creata una distanza che rimarrà per sempre.
Un libro che con passione, rispetto e poesia racconta l'epilessia dal punto di vista di chi la vive: per smontare i pregiudizi e, nel contempo, fornire ai ragazzi la giusta informazione.