venerdì 15 febbraio 2019

Incontri-spettacolo al Teatro P. Giacometti di Novi Ligure (AL) per la VI edizione del festival Girolibrando


Lunedì 18 febbraio 2019 sarò al Teatro P. Giacometti di Novi Ligure (AL) per la VI edizione del festival di letteratura per ragazzi Girolibrando - Leggiamo Viaggiando per tenere due repliche del mio incontro-spettacolo Piccoli voti di scuola, piccoli trucchi del difendersi per 495 alunni così suddivisi:

- ore 9.00-10.30: 203 alunni delle classi 3^, 4^, 5^ della Scuola Primaria di Vignole Borbera (AL); classi 1^, 2^, 3^ della Scuola Primaria di Pasturana (AL); pluriclasse della Scuola Primaria di Fresonara (AL); classi 3^, 4^, 5^ della Scuola Primaria di Basaluzzo (AL); classi 2^, 5^ della Scuola Primaria di Bosio (AL).

- ore 10.45-12.15: 292 alunni delle classi 1^A, 1^B, 2^A, 2^B, 3^A, 3^B della Scuola Primaria G. Pascoli di Novi Ligure (AL); classi 1^A, 1^B della Scuola Primaria G. Rodari di Novi Ligure (AL); 2^A, 2^B, 2^C, 3^A, 3^B, 3^C della Scuola Primaria M. L. Zucca di Novi Ligure (AL); classe 5^ della Scuola Primaria P. Damilano di Ovada (AL).


giovedì 14 febbraio 2019

Incontro su disabilità e inclusione a Codognè (TV)


Continuano per l'anno scolastico 2018/2019 i miei incontri nelle scuole su disabilità e inclusione scolastica promossi dall'Associazione Uniti per Crescere Onlus.
Giovedì 21 febbraio 2019, dalle ore 14.30 alle ore 15.30 incontrerò gli alunni delle classi IA e IB della scuola primaria di Codognè (TV) in via Calle 1 prendendo spunto dai libri Afferra la cima! e Il deserto fiorito.

mercoledì 13 febbraio 2019

Due incontri-spettacolo all'Istituto Comprensivo di Carbonera (TV)


Venerdì 22 febbraio 2019 terrò due incontri-spettacolo per la classi V delle scuole primarie dell'Istituto Comprensivo di Carbonera (TV) nell'ambito del Progetto d'Istituto Io leggo, tu leggi... tutti leggiamo.
Questo il programma:
- ore 8.45-10.00 presso l'Aula Magna della scuola primaria di Mignagola (TV): classi VA e VB
- ore 10.30-11.45 presso l'Aula Magna della scuola primaria di Carbonera (TV): classi VA e VB della scuola primaria di Carbonera, classe V della scuola primaria di Vascon (TV).

lunedì 11 febbraio 2019

Giornata Mondiale dedicata all'Epilessia - Afferra la cima! L'epilessia raccontata ai ragazzi: il mio nuovo libro

Luigi Dal Cin
Afferra la cima!
L'epilessia raccontata ai ragazzi
illustrazioni di Chiara Carrer
Edizioni Lapis, Roma, 2019 - collana Uniti per Crescere


Nella mente di Sofia ci sono 100 porte.
Dietro ciascuna di quelle porte c'è una delle caratteristiche della sua personalità.
Tra tutte e 100, c'è però una porta che si apre solo con il vento, all'improvviso, senza che Sofia la possa governare.
Oltre quella porta c'è l'oceano in tempesta e lì Sofia si ritrova a bordo di una barca, tutta sola.
Il vento e le onde dell'oceano sospingono la barca verso il molo di un'isola.
Sofia lancia la sua cima perché qualcuno la afferri e la assicuri all'ormeggio.
A quel punto arriva puntuale un fulmine e la scossa elettrica invade il suo corpo. Allora non c'è più né luce né ombra, né odori né suoni.
C'è solo un buio nero che la trascina giù per migliaia di chilometri e la sua mente è inghiottita.
Sofia non si accorge più dei movimenti del suo corpo.
Eppure chi la vedesse tremare su quella piccola barca colpita dal fulmine si potrebbe spaventare, e il suo viaggio lo chiamerebbe crisi epilettica.
Poi, la porta che il vento ha aperto, il vento stesso la richiude.
Sofia è ritornata in classe, ma nessuno dei suoi compagni ha afferrato la cima.
La sua paura è che – in mezzo a tutti quegli sguardi spaventati, preoccupati, tristi, in mezzo a tutte quelle domande – in realtà si sia creata una distanza che rimarrà per sempre.
Un libro che con passione, rispetto e poesia racconta l'epilessia dal punto di vista di chi la vive: per smontare i pregiudizi e, nel contempo, fornire ai ragazzi la giusta informazione.

Incontro-spettacolo sull'invenzione narrativa al Piccolo Teatro Borselli per la scuola dell'infanzia Giordani di Cento (FE)


Martedì 12 febbraio 2019, dalle ore 9.40 alle ore 10.30, presso il Piccolo Teatro Borselli terrò un incontro-spettacolo sull'invenzione narrativa per i bambini di 4 e 5 anni della scuola dell'infanzia Giordani di Cento (FE).

venerdì 8 febbraio 2019

Ancora posti disponibili al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara per lo spettacolo Scrivila, la guerra


Ancora posti disponibili per le classi 3^, 4^, 5^ della Scuola Primaria e per le classi I^, II^, III^ della Scuola Secondaria di I° Grado nelle due date del mio spettacolo Scrivila, la guerra nel cartellone della stagione Teatro Ragazzi 2018/2019 del Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara:

3 aprile 2019 - ore 10.00 - Teatro Comunale
4 aprile 2019 - ore 10.00 - Teatro Comunale

di e con Luigi Dal Cin


Un padre tornato dalla Grande Guerra regala un quaderno al figlio invitandolo a raccontare la sua guerra ovvero quella di un bambino rimasto a casa con la nonna a combattere la fame e gli stenti nei territori occupati dalle truppe austro-ungariche. “Tira fuori la guerra, scrivila su questo quaderno. Così non ti resta dentro” E così quel bambino racconta in prima persona piccoli emblematici episodi che si snodano tra l’invasione di soldati stranieri affamati e l’annuncio della fine della guerra. Un testo fedele agli avvenimenti storici, perché fondato su documenti d’archivio, che racconta per aneddoti l’occupazione vista dagli occhi di un bambino. Luigi Dal Cin ci propone un incontro-spettacolo dove presenterà la Grande Guerra dal punto di vista dei più giovani e dei più umili. Per riflettere insieme su uno degli eventi più drammatici del secolo scorso, sulle inevitabili sofferenze che ogni guerra porta agli ultimi, sul potere salvifico della narrazione.

Scuola PRIMARIA classi 3^, 4^ e 5^ Scuola SECONDARIA I° classi I^, II^, III^

DURATA: 60 min. ca.
LINGUAGGIO PREVALENTE: teatro d’attore
PREZZO INGRESSO: € 6,00


Un bambino riceve in regalo un quaderno dal papà, tornato vivo dal fronte, che lo invita a scrivere la guerra vissuta durante il suo periodo di assenza: “Tira fuori la guerra, scrivila su questo quaderno. Così non ti resta dentro”. Tratto dal libro ‘Scrivila, la guerra’ (Kite Edizioni), lo spettacolo dell'autore Luigi Dal Cin presenterà la Grande Guerra dal punto di vista dei più giovani e dei più umili. Per riflettere insieme su uno degli eventi più drammatici del secolo scorso, sulle inevitabili sofferenze che ogni guerra porta agli ultimi, sul potere salvifico della narrazione.
“Credo che ai bambini e ai ragazzi si possa, anzi si debba, raccontare la verità con la delicata esigente responsabilità, però, di assumere sempre il loro punto di vista, in modo che la verità sia per loro innanzitutto comprensibile e poi, soprattutto, utile. Anche per potersi rappresentare le conseguenze sulla popolazione delle guerre di oggi, di cui bambini e ragazzi tanto sentono parlare. Non ho voluto quindi centrare il racconto sugli eventi bellici al fronte, vissuti da adulti soldati, ma raccontare le inevitabili quotidiane sofferenze che ogni guerra porta agli ultimi, tra cui i più giovani: nel nostro caso il dramma dell’anno della fame vissuto dalla popolazione dei territori occupati dalle truppe austro-ungariche dopo Caporetto. È un argomento che mi è familiare: i miei nonni, veneti, hanno vissuto la Grande Guerra e, nella mia infanzia, me l’hanno raccontata in diversi modi. Per poter però prendere il giusto e veritiero punto di vista di un ragazzo che vive una situazione così drammatica ho raccolto testimonianze scritte, memorie, lettere, diari cui poter fare riferimento: sono preziose testimonianze che hanno ispirato il punto di vista di questo libro”.
Ed ecco allora come germina il punto di vista di ‘Scrivila, la guerra’: un bambino riceve in regalo un quaderno dal papà tornato vivo dal fronte che lo invita a scrivere la guerra vissuta durante il suo periodo di assenza.

“Tira fuori la guerra, scrivila su questo quaderno. Così non ti resta dentro”. Mio papà ha detto che anche lui quando era in guerra sul Carso e sul Piave scriveva tutto su un quaderno. Ogni giorno la guerra gli entrava dagli occhi, dalle orecchie, dal naso, dalla bocca, dalla pelle. Per tirarla fuori allora doveva scriverla. Ha detto che altrimenti sarebbe diventato come il povero Bepi che è tornato anche lui dalla guerra ma ora sta sempre seduto fuori al bar e ha gli occhi fissi, spalancati come una finestra. La sua bocca sembra un sorriso, ma la sua testa è piena di guerra che gli è rimasta chiusa dentro. Non parla più.
“Scrivi, figliolo! Scrivi quel che ti ha fatto più impressione quando i soldati hanno occupato casa nostra, nell’anno della fame” mi ha comandato. Allora ho scritto tutto su questo quaderno. Mio papà mi ha detto che scrivere sul quaderno lo ha salvato perché lo ha fatto tornare a casa vivo.

“La narrazione diventa così un susseguirsi di intense scene dove quel bambino racconta in prima persona piccoli emblematici episodi che si snodano tra l’invasione di soldati stranieri affamati e l’annuncio della fine della guerra. Per ottenere l’effetto della scrittura tipica di un ragazzo ho lavorato molto sul linguaggio, sul ritmo, sui toni della narrazione, sulla mancanza di giudizio di chi vive semplicemente le difficoltà del momento presente, non conoscendo nulla di quanto viene deciso in alto dai signori della guerra. Accompagnano lo spettacolo le stupende immagini illustrate da Simona Mulazzani che, di volta in volta, interpretano i toni della narrazione con grande intensità emotiva”.

giovedì 7 febbraio 2019

Due incontri-spettacolo a Usmate Velate (MB) per le classi IV e V elementari


Lunedì 11 febbraio 2018, in collaborazione con la Biblioteca Civica Alda Merini di Usmate Velate terrò due incontri-spettacolo nella scuola primaria Casati dell'Istituto Comprensivo Lina Mandelli di Usmate Velate (MB) secondo questi orari:
- ore 10.30-12.00: classi IVA e IVB
- ore 13.45-15.30: classi VA e VB

mercoledì 6 febbraio 2019

a Gigi # 85 - da Angela

Alcuni commenti dei miei alunni su Pablo, il carretto e l'aquilone:

Il libro è un po' triste, ma dopo averlo letto mi sono sentita un peso in meno.

Le parole del libro sono come la pioggia sulla terra, ti entrano dentro.


Il libro sembra sfiorarti come il vento.


Angela

martedì 5 febbraio 2019

Scrivila, la guerra: due spettacoli a Lagosanto (FE)

Giovedì 7 febbraio 2019, presso la Sala Civica del Comune di Lagosanto (FE) terrò due incontri-spettacolo su Scrivila, la guerra secondo il seguente programma:
- dalle ore 9.00 alle ore 10.15 per classi V^A, V^B della scuola primaria di Lagosanto e per le classi I^H e I^I della scuola secondaria di primo grado di Lagosanto;
- dalle ore 10.45 alle ore 12.00 per classi II^H, II^I, III^H, III^I della scuola secondaria di primo grado di Lagosanto.
SCRIVILA, LA GUERRA


Un bambino riceve in regalo un quaderno dal papà, tornato vivo dal fronte, che lo invita a scrivere la guerra vissuta durante il suo periodo di assenza: “Tira fuori la guerra, scrivila su questo quaderno. Così non ti resta dentro”. Tratto dal libro ‘Scrivila, la guerra’ (Kite Edizioni), lo spettacolo dell'autore Luigi Dal Cin presenterà la Grande Guerra dal punto di vista dei più giovani e dei più umili. Per riflettere insieme su uno degli eventi più drammatici del secolo scorso, sulle inevitabili sofferenze che ogni guerra porta agli ultimi, sul potere salvifico della narrazione.
“Credo che ai bambini e ai ragazzi si possa, anzi si debba, raccontare la verità con la delicata esigente responsabilità, però, di assumere sempre il loro punto di vista, in modo che la verità sia per loro innanzitutto comprensibile e poi, soprattutto, utile. Anche per potersi rappresentare le conseguenze sulla popolazione delle guerre di oggi, di cui bambini e ragazzi tanto sentono parlare. Non ho voluto quindi centrare il racconto sugli eventi bellici al fronte, vissuti da adulti soldati, ma raccontare le inevitabili quotidiane sofferenze che ogni guerra porta agli ultimi, tra cui i più giovani: nel nostro caso il dramma dell’anno della fame vissuto dalla popolazione dei territori occupati dalle truppe austro-ungariche dopo Caporetto. È un argomento che mi è familiare: i miei nonni, veneti, hanno vissuto la Grande Guerra e, nella mia infanzia, me l’hanno raccontata in diversi modi. Per poter però prendere il giusto e veritiero punto di vista di un ragazzo che vive una situazione così drammatica ho raccolto testimonianze scritte, memorie, lettere, diari cui poter fare riferimento: sono preziose testimonianze che hanno ispirato il punto di vista di questo libro”.
Ed ecco allora come germina il punto di vista di ‘Scrivila, la guerra’: un bambino riceve in regalo un quaderno dal papà tornato vivo dal fronte che lo invita a scrivere la guerra vissuta durante il suo periodo di assenza.

“Tira fuori la guerra, scrivila su questo quaderno. Così non ti resta dentro”. Mio papà ha detto che anche lui quando era in guerra sul Carso e sul Piave scriveva tutto su un quaderno. Ogni giorno la guerra gli entrava dagli occhi, dalle orecchie, dal naso, dalla bocca, dalla pelle. Per tirarla fuori allora doveva scriverla. Ha detto che altrimenti sarebbe diventato come il povero Bepi che è tornato anche lui dalla guerra ma ora sta sempre seduto fuori al bar e ha gli occhi fissi, spalancati come una finestra. La sua bocca sembra un sorriso, ma la sua testa è piena di guerra che gli è rimasta chiusa dentro. Non parla più.
“Scrivi, figliolo! Scrivi quel che ti ha fatto più impressione quando i soldati hanno occupato casa nostra, nell’anno della fame” mi ha comandato. Allora ho scritto tutto su questo quaderno. Mio papà mi ha detto che scrivere sul quaderno lo ha salvato perché lo ha fatto tornare a casa vivo.

“La narrazione diventa così un susseguirsi di intense scene dove quel bambino racconta in prima persona piccoli emblematici episodi che si snodano tra l’invasione di soldati stranieri affamati e l’annuncio della fine della guerra. Per ottenere l’effetto della scrittura tipica di un ragazzo ho lavorato molto sul linguaggio, sul ritmo, sui toni della narrazione, sulla mancanza di giudizio di chi vive semplicemente le difficoltà del momento presente, non conoscendo nulla di quanto viene deciso in alto dai signori della guerra. Accompagnano lo spettacolo, e trovo ne amplifichino l’effetto, le stupende tavole di Simona Mulazzani che, di volta in volta, interpretano i toni della narrazione con grande intensità emotiva e originalità”.

lunedì 4 febbraio 2019

Un post generoso...

Un generoso post di Lapis Edizioni sulla recente intervista pubblicata da Filo Magazine: [...] emerge il ritratto di un autore che ha fatto dell'ascolto, della cura e del rispetto per l'infanzia la sua cifra espressiva [... continua a leggere QUI]


venerdì 1 febbraio 2019

Intervista su Filo Magazine

Immaginazione, passione, fantasia e un aiutante misterioso: gli ingredienti di Luigi Dal Cin

La ricetta dello scrittore ferrarese per comunicare con i bambini, entrando nel loro mondo


Piccoli Voti di Scuola, Piccoli Trucchi per Difendersi - Scrivila, la guerra: due incontri spettacolo a Lagosanto (FE)

Lunedì 4 febbraio 2019, presso la Sala Civica del Comune di Lagosanto (FE) terrò due incontri-spettacolo: Piccoli voti di scuola, piccoli trucchi per difendersi e Scrivila, la guerra.
Ecco il programma:
- dalle ore 9.00 alle ore 10.15 per classi IA, IB, IIA, IIB della scuola primaria di Lagosanto: Piccoli voti di scuola, piccoli trucchi per difendersi;
- dalle ore 10.45 alle ore 12.00 per classi IIIA, IIIB, IVA, IVB della scuola primaria di Lagosanto: Scrivila, la guerra.


Non sai come prepararti per la verifica? Sei una catastrofe in italiano ma vuoi diventare uno scrittore? Ti hanno rubato la bici mentre eri in classe? Arrivi sempre in ritardo a scuola e non sai più come giustificarti con la maestra? Lei ti piace, ma come capire se tu piaci a lei? Non ti va più giù la zuppa di cavolo che ogni venerdì trovi in mensa?
NIENTE PAURA!
Lo scrittore Luigi Dal Cin vi presenterà le sue personalissime soluzioni.
E i suoi vergognosi segreti scolastici.



SCRIVILA, LA GUERRA


Un bambino riceve in regalo un quaderno dal papà, tornato vivo dal fronte, che lo invita a scrivere la guerra vissuta durante il suo periodo di assenza: “Tira fuori la guerra, scrivila su questo quaderno. Così non ti resta dentro”. Tratto dal libro ‘Scrivila, la guerra’ (Kite Edizioni), lo spettacolo dell'autore Luigi Dal Cin presenterà la Grande Guerra dal punto di vista dei più giovani e dei più umili. Per riflettere insieme su uno degli eventi più drammatici del secolo scorso, sulle inevitabili sofferenze che ogni guerra porta agli ultimi, sul potere salvifico della narrazione.
“Credo che ai bambini e ai ragazzi si possa, anzi si debba, raccontare la verità con la delicata esigente responsabilità, però, di assumere sempre il loro punto di vista, in modo che la verità sia per loro innanzitutto comprensibile e poi, soprattutto, utile. Anche per potersi rappresentare le conseguenze sulla popolazione delle guerre di oggi, di cui bambini e ragazzi tanto sentono parlare. Non ho voluto quindi centrare il racconto sugli eventi bellici al fronte, vissuti da adulti soldati, ma raccontare le inevitabili quotidiane sofferenze che ogni guerra porta agli ultimi, tra cui i più giovani: nel nostro caso il dramma dell’anno della fame vissuto dalla popolazione dei territori occupati dalle truppe austro-ungariche dopo Caporetto. È un argomento che mi è familiare: i miei nonni, veneti, hanno vissuto la Grande Guerra e, nella mia infanzia, me l’hanno raccontata in diversi modi. Per poter però prendere il giusto e veritiero punto di vista di un ragazzo che vive una situazione così drammatica ho raccolto testimonianze scritte, memorie, lettere, diari cui poter fare riferimento: sono preziose testimonianze che hanno ispirato il punto di vista di questo libro”.
Ed ecco allora come germina il punto di vista di ‘Scrivila, la guerra’: un bambino riceve in regalo un quaderno dal papà tornato vivo dal fronte che lo invita a scrivere la guerra vissuta durante il suo periodo di assenza.

“Tira fuori la guerra, scrivila su questo quaderno. Così non ti resta dentro”. Mio papà ha detto che anche lui quando era in guerra sul Carso e sul Piave scriveva tutto su un quaderno. Ogni giorno la guerra gli entrava dagli occhi, dalle orecchie, dal naso, dalla bocca, dalla pelle. Per tirarla fuori allora doveva scriverla. Ha detto che altrimenti sarebbe diventato come il povero Bepi che è tornato anche lui dalla guerra ma ora sta sempre seduto fuori al bar e ha gli occhi fissi, spalancati come una finestra. La sua bocca sembra un sorriso, ma la sua testa è piena di guerra che gli è rimasta chiusa dentro. Non parla più.
“Scrivi, figliolo! Scrivi quel che ti ha fatto più impressione quando i soldati hanno occupato casa nostra, nell’anno della fame” mi ha comandato. Allora ho scritto tutto su questo quaderno. Mio papà mi ha detto che scrivere sul quaderno lo ha salvato perché lo ha fatto tornare a casa vivo.

“La narrazione diventa così un susseguirsi di intense scene dove quel bambino racconta in prima persona piccoli emblematici episodi che si snodano tra l’invasione di soldati stranieri affamati e l’annuncio della fine della guerra. Per ottenere l’effetto della scrittura tipica di un ragazzo ho lavorato molto sul linguaggio, sul ritmo, sui toni della narrazione, sulla mancanza di giudizio di chi vive semplicemente le difficoltà del momento presente, non conoscendo nulla di quanto viene deciso in alto dai signori della guerra. Accompagnano lo spettacolo, e trovo ne amplifichino l’effetto, le stupende tavole di Simona Mulazzani che, di volta in volta, interpretano i toni della narrazione con grande intensità emotiva e originalità”.