lunedì 11 maggio 2026

a Gigi # 341 - dagli alunni delle classi di Primo Periodo / Primo Livello del Centro Provinciale per l'Istruzione degli Adulti di Ferrara, 'Sulla porta del mondo'



> Sono una studentessa del CPIA di Ferrara e vorrei raccontare una storia. Un giorno sono andata a scuola e la nostra professoressa Caterina ci ha detto che dovevamo incontrare uno scrittore ferrarese che ha scritto un bel libro che si chiama “Sulla porta del mondo”. È arrivato il giorno di andare all’incontro con Luigi Dal Cin. La mia prima impressione è stata di avere di fronte un uomo di circa quarant’anni alto e snello, di carnagione chiara, con i capelli chiari e anche con un bel sorriso. Quando ha cominciato a raccontare la sua storia, mi sono emozionata perché parlava di cose sensibili e incredibili, perché il nostro mondo moderno è troppo duro e pauroso. Nella sala c’era un’atmosfera molto piacevole. Lo scrittore ha raccontato una storia di un bambino debole e malato. Non voleva andare a scuola perché aveva sempre difficoltà con i suoi compagni di classe. La sua mamma era disperata e ha chiesto un aiuto all’autore. Luigi Dal Cin ha risolto questo problema in un modo molto intelligente e professionale, ha trovato un modo semplice per spiegare ai bambini i problemi che possono esserci tra di loro. Mi piacerebbe che nel mondo ci fossero più scrittori come Luigi capaci di far capire alle persone che da ogni problema si può trovare una via d’uscita. L’importante è credere che tutto andrà bene. Sono molto contenta di aver incontrato questo scrittore.

> Luigi è una persona molto simpatica e intelligente. Ha raccontato una storia sensibile di un ragazzo che si chiama Matteo. Matteo è un ragazzo disabile che non vuole andare a scuola perché ha dei problemi con i suoi compagni di classe. L’autore però ha trovato una soluzione per risolvere questo problema. Ha scritto una piccola storia per far capire ai bambini che Matteo ha bisogno della loro amicizia. La sua sola difficoltà è quella di esprimere i sentimenti a parole e per questo Luigi vorrei dire che noi tutti siamo uguali in questo allo stesso modo. C’è piaciuta molto questa storia, perché è una storia triste che finisce bene.

> Nell’incontro di Luigi dal Cin ho trovato un uomo semplice e molto simpatico, alto con i capelli marroni e gli occhi neri e con un bel sorriso. È salito sul palcoscenico con una valigia del suo nonno. Nella mia mente sono venuti tanti ricordi di migrante. Per esempio, come sono arrivata qui e le difficoltà che ho incontrato. Quando ha cominciato a raccontare la storia di una mamma che l’ha chiamato per suo figlio Matteo è stato un momento molto emozionante. Luigi ha raccontato questa storia per dimostrare la sua solidarietà per i migranti e anche per dire che si possono comunicare messaggi o valori attraverso la narrazione.
> Penso che sia bello che lo scrittore sia andato alla scuola di Matteo per aiutarlo. Questo racconto è una lezione di vita per tutti perché impariamo che non dobbiamo escludere gli altri solo perché sono diversi.