Alicudi,
l'isola più esterna dell'arcipelago eoliano, è per me isola tra le
isole, emersa dal mare sulla soglia del conosciuto.
Fuoco
di roccia lavica, acqua turchese che sprofonda nell'oltremare, terra
fertile custodita da pietre sudate poi abbandonate, aria fresca che corre tra mare e montagna, dal 2006 il mio posto tra i quattro
elementi.
Ma
è per me anche isola simbolica, specchio dell'anima, paesaggio
interiore, incantamento pietrificato, nostalgia dell'altrove,
scheggia aspra e cosmo stellato, varco invisibile, luce accecante e
ombra d'abisso, deriva e approdo, anelito e scomparsa, avventura e
sosta, solitudine e incontro, silenzio e richiamo, scoperta e
appartenenza, Itaca tanto cercata e mai davvero raggiunta, isola
sospesa, isola che vola, isola che naviga, isola impietrita, isola
che trema, isola inabissata, isola riemersa, respiro magico, memoria
delle narrazioni, centro e confine del mondo, emblema di ogni isola
immaginata, inizio del viaggio.
Alicudi, Vecchia scuola, 15 agosto 2026

