Ferrara, 22 aprile 2026, Sala Estense
Il CPIA incontra Luigi Dal Cin
Un pomeriggio di sole e cielo
straordinariamente azzurro, il vento fresco accompagna il via vai
delle biciclette della piazza Municipale attraversata verso le 14
soprattutto dai gruppi di turisti e dalle scolaresche in gita. Un
giorno come tanti altri nella Ferrara di primavera. Ma ad un occhio
attento non sfugge che, invece, qualcosa di speciale sta per
accedere: un gruppo eterogeneo di persone arriva e si raduna in
un’ombra in attesa, si salutano con simpatia, si complimentano per
essere arrivati e per gli abiti eleganti. Non sono lì per un
matrimonio in Comune, non sono lì per un aperitivo. Giovani e adulti
provenienti da Paesi diversi sono lì per ascoltare, per incontrare
uno scrittore, che porta la sua resistente esperienza sul senso del
narrare oggi.
Raccontare cosa? Le storie di
migrazione nostre, di interi popoli e quelle impresse nei volti dei
presenti.
Il Centro Provinciale per l’Istruzione
degli Adulti di Ferrara ha invitato lo scrittore Luigi Dal Cin ad
incontrare studenti e docenti a partire dal suo libro 'Sulla porta del
mondo - storie di emigranti italiani', Terre di mezzo, Milano, 2024.
Sono arrivati studenti rappresentanti di tutte le sedi del CPIA nella
Provincia di Ferrara, da Codigoro, Portomaggiore, Cento assieme al
Collegio Docenti quasi al completo. Entrano nella Sala Estense quasi
con timore perché oggi questo luogo quattrocentesco al cuore della
cultura della città, dove l’identità dei ferraresi si è
costruita nei secoli, è completamente dedicato alla nostra scuola, a
noi, che come studenti e docenti ne siamo i protagonisti.
Non è facile per una scuola aperta
dalle 9 alle 22 in 7 plessi, spesso ospiti di altre istituzioni,
diffusi nella Provincia, trovare uno spazio e un tempo per essere
riuniti. Un momento speciale dunque e l’occhio di bue che illumina
un uomo solo su un palco lo rende evidente fin dal primo istante.
Luigi Dal Cin ha parlato al cuore di
giovani e adulti provenienti da 55 diverse nazionalità che ogni
giorno studiano assieme, cercano di imparare la lingua italiana o di
formarsi nei percorsi di Primo livello. Il CPIA infatti offre corsi
dedicati a tutti i bisogni formativi: per chi non sa leggere e
scrivere, per chi ha bisogno di migliorare la padronanza linguistica,
per chi desidera raggiungere un diploma valido in Italia. La storia
degli emigranti italiani nel mondo ci insegna molto, ci dice che il
coraggio di partire con il desiderio di migliorare la propria
condizione contribuisce sempre alla crescita collettiva. È importante ricordarlo, è importante la gratitudine. E Luigi Dal Cin
ce lo dimostra portando in scena la valigia di cartone con cui era
partito suo nonno. Lo scambio fra le culture, quando è fatto di
storie che trovano le parole per essere raccontate, quando la
narrazione permette di trovare la forza per tirare fuori il vissuto
ed esprimerlo, è, quasi ovvio dirlo, un arricchimento.
Molte le domande degli studenti alla
fine dell’incontro, significativi i ringraziamenti per aver parlato
con un linguaggio e con storie ed immagini che fanno capire bene cosa
vivono persone immigrate, parole che sostengono l’importanza del
racconto, dell’espressione per superare la paura verso chi è
diverso o la vergogna della propria origine.
Anche gli studenti del
CPIA in carcere, una delle sedi in cui si tengono i corsi, hanno
letto il libro e hanno fatto pervenire alcune domande all’autore.
Una in particolare su quell’uso della parola 'emigranti' nel
titolo, parola ancora in certo senso ancora mette un’etichetta, non
promuove una cultura di appartenenza a quella casa comune che è per
tutti gli esseri umani la Terra.
L’autore ne ha spiegato l’uso
volutamente storico del termine, per rimandare chiaramente alla
storia degli italiani partiti per altri Paesi in precisi momenti
della storia dell’Italia, ma anche condiviso la prospettiva di
'Tondi orizzonti' che sarà il prossimo volume in pubblicazione a
partire dalle storie delle persone nei Paesi del loro arrivo.
