venerdì 24 aprile 2026

L'articolo pubblicato dal Centro Provinciale per l'Istruzione degli Adulti di Ferrara, Cento, Portomaggiore, Codigoro sull'incontro-spettacolo 'Sulla porta del mondo - storie di emigrati italiani' alla Sala Estense, Ferrara

Ferrara, 22 aprile 2026, Sala Estense

Il CPIA incontra Luigi Dal Cin

Un pomeriggio di sole e cielo straordinariamente azzurro, il vento fresco accompagna il via vai delle biciclette della piazza Municipale attraversata verso le 14 soprattutto dai gruppi di turisti e dalle scolaresche in gita. Un giorno come tanti altri nella Ferrara di primavera. Ma ad un occhio attento non sfugge che, invece, qualcosa di speciale sta per accedere: un gruppo eterogeneo di persone arriva e si raduna in un’ombra in attesa, si salutano con simpatia, si complimentano per essere arrivati e per gli abiti eleganti. Non sono lì per un matrimonio in Comune, non sono lì per un aperitivo. Giovani e adulti provenienti da Paesi diversi sono lì per ascoltare, per incontrare uno scrittore, che porta la sua resistente esperienza sul senso del narrare oggi.

Raccontare cosa? Le storie di migrazione nostre, di interi popoli e quelle impresse nei volti dei presenti.

Il Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti di Ferrara ha invitato lo scrittore Luigi Dal Cin ad incontrare studenti e docenti a partire dal suo libro 'Sulla porta del mondo - storie di emigranti italiani', Terre di mezzo, Milano, 2024. Sono arrivati studenti rappresentanti di tutte le sedi del CPIA nella Provincia di Ferrara, da Codigoro, Portomaggiore, Cento assieme al Collegio Docenti quasi al completo. Entrano nella Sala Estense quasi con timore perché oggi questo luogo quattrocentesco al cuore della cultura della città, dove l’identità dei ferraresi si è costruita nei secoli, è completamente dedicato alla nostra scuola, a noi, che come studenti e docenti ne siamo i protagonisti.

Non è facile per una scuola aperta dalle 9 alle 22 in 7 plessi, spesso ospiti di altre istituzioni, diffusi nella Provincia, trovare uno spazio e un tempo per essere riuniti. Un momento speciale dunque e l’occhio di bue che illumina un uomo solo su un palco lo rende evidente fin dal primo istante.

Luigi Dal Cin ha parlato al cuore di giovani e adulti provenienti da 55 diverse nazionalità che ogni giorno studiano assieme, cercano di imparare la lingua italiana o di formarsi nei percorsi di Primo livello. Il CPIA infatti offre corsi dedicati a tutti i bisogni formativi: per chi non sa leggere e scrivere, per chi ha bisogno di migliorare la padronanza linguistica, per chi desidera raggiungere un diploma valido in Italia. La storia degli emigranti italiani nel mondo ci insegna molto, ci dice che il coraggio di partire con il desiderio di migliorare la propria condizione contribuisce sempre alla crescita collettiva. È importante ricordarlo, è importante la gratitudine. E Luigi Dal Cin ce lo dimostra portando in scena la valigia di cartone con cui era partito suo nonno. Lo scambio fra le culture, quando è fatto di storie che trovano le parole per essere raccontate, quando la narrazione permette di trovare la forza per tirare fuori il vissuto ed esprimerlo, è, quasi ovvio dirlo, un arricchimento.

Molte le domande degli studenti alla fine dell’incontro, significativi i ringraziamenti per aver parlato con un linguaggio e con storie ed immagini che fanno capire bene cosa vivono persone immigrate, parole che sostengono l’importanza del racconto, dell’espressione per superare la paura verso chi è diverso o la vergogna della propria origine.
Anche gli studenti del CPIA in carcere, una delle sedi in cui si tengono i corsi, hanno letto il libro e hanno fatto pervenire alcune domande all’autore. Una in particolare su quell’uso della parola 'emigranti' nel titolo, parola ancora in certo senso ancora mette un’etichetta, non promuove una cultura di appartenenza a quella casa comune che è per tutti gli esseri umani la Terra.
L’autore ne ha spiegato l’uso volutamente storico del termine, per rimandare chiaramente alla storia degli italiani partiti per altri Paesi in precisi momenti della storia dell’Italia, ma anche condiviso la prospettiva di 'Tondi orizzonti' che sarà il prossimo volume in pubblicazione a partire dalle storie delle persone nei Paesi del loro arrivo.